Recensione: Dallas Buyers Club

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Genere: drammatico

Regia: Jean-Marc Vallée

Cast: Matthew McConaughey, Jennifer Garner, Jared Leto

Durata: 117 minuti

Distribuzione: Good Films

30 giorni. Questo il responso dei medici per Ron Woodroof, rude elettricista texano, che su quel lettino di ospedale scopre di essere positivo al virus dell’HIV. È il 1985 e la piaga dell’AIDS sta per deflagrare anche negli Stati Uniti, portando con sé incognite e morte; i camici bianchi spaventati ed impreparati davanti alla “nuova” malattia, gli omosessuali tacciati di essere la causa di questo virus letale. Ronald Woodrof è un tipo coriaceo, volgare, ma soprattutto omofobo; prova ribrezzo per quelli che lui chiama “fottuti finocchi” e passa le sue serate tra tequila, qualche sniffatina di polvere bianca e gentil sesso. Il suo orizzonte non va oltre una vita sregolata e votata al godere di ogni singolo piacere che essa possa offrire. La diagnosi però è incontrovertibile e la vita di Ron, dopo un iniziale momento di rifiuto della sua nuova situazione di malato terminale, cambia radicalmente. Jean-Marc Vallée decide di dirigere un lavoro complesso che molti registi avevano rifiutato, e per farlo si avvale di Matthew McConaughey (La rivolta delle ex, Magic Mike), di Jennifer Garner (Daredevil, Elektra) e di Jared Leto (Panic Room, American Psycho). Ron sconfina in Messico in cerca di cure alternative a quella approvata e proposta dalla FDA americana (Food and Drugs Administration), dimostratasi tossica ed inefficace. Nasce così un fiorente traffico di medicinali che da oltre confine si riversa in Texas, aiutando dietro compenso tutti i malati di AIDS che ne facessero richiesta. Tratto da una storia vera, Dallas Buyers Club racconta le vicende di Ron e Rayon (travestito texano anch’egli affetto dal virus) e della loro battaglia contro il governo americano, sfociata in una famosa causa giudiziaria (della quale il film però fa appena cenno). La pellicola pone lo spettatore in posizione insolita: Ron è certamente un personaggio negativo, che nega l’alterità e la diversità, che non si cura della propria salute e vive come se non esistesse un domani. Quando però scopre che un domani non lo avrebbe realmente avuto è costretto a rivedere le sue priorità, le sue convinzioni e i suoi atteggiamenti. Emaciato, emarginato dai suoi sedicenti amici e dai colleghi la storia di Ron è quella di un uomo in guerra aperta che finalmente ha qualcosa per cui lottare, quella vita fino a quel giorno maltrattata e presa alla leggera. Un Matthew McConaughey, fino a qualche tempo fa monolitico e poco impegnato, si trasforma in interprete credibile, scavato dalla malattia e dalla disperazione creata dal senso di impotenza dinnanzi all’ineluttabile. Se la parte del sicario in “Killer Joe” di William Friedkin era stata l’incipit di una nuova vita artistica (e forse il preludio, una prova per l’Oscar), l’interpretazione dello scontroso Ron, che lo ha costretto a perdere 25 chili, lo issa di diritto tra le migliori performance del 2014; corre giustamente per la statuetta di miglior attore (se la dovrà vedere però con una concorrenza agguerrita). Discorso molto simile anche per Jared Leto: il travestito Rayon, poliedrico e di grande talento, anche lui smagrito e legnoso nonostante i lineamenti molto femminili e già vincitore del Golden Globe, stupisce il pubblico per la notevole versatilità e l’affiatamento con McConaughey. Poco da fare invece per Jennifer Garner, in secondo piano rispetto ai primi due e forse mai realmente incisiva. La regia non si differenzia per qualche particolare tocco distintivo, ma la narrazione scorre liscia e la storia mette a nudo la reale situazione vissuta in quegli anni, tra lotte, dubbi, ipocrisie, luoghi comuni. Un film che tratta una difficile tematica con il giusto tatto, ma senza eccedere in trucchi e stratagemmi per intenerire il pubblico: i problemi sociali e i risvolti della malattia sono portati sullo schermo senza filtri creando empatia, nonostante la problematicità del personaggio principale. Dallas Buyers Club è senza ombra di dubbio una pellicola da vedere di questa stagione cinematografica.

Voto: 4 su 5

Il trailer del film:

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