Recensione: American Sniper

americansniperGenere: Azione

Regia: Clint Eastwood

Cast: Bradley Cooper, Sienna Miller, Jake McDorman, Luke Grimes, Navid Negahban

Durata: 134 min.

Distribuzione: Warner Bros.

 

 

Chris Kyle, uomo sulla trentina, vive in Texas cavalcando tori imbizzarriti, con il sogno di diventare un grande cowboy. Qualcosa cambia durante la sua vita tranquilla: la notizia degli attentati alle ambasciate USA in Africa lo spinge ad arruolarsi presso le forze speciali Navy Seal. Non è per nulla semplice, visto che il duro addestramento da affrontare porta moltissime persone ad abbandonare il corpo militare. Ciò nonostante, la scelta intrapresa lo porterà a conoscere Tanya, con la quale instaurerà un rapporto duraturo fino ad avere due figli. I problemi si aggraveranno nel 2001, con la caduta delle Torri Gemelle. Dal 2003, per quattro turni, Chris prenderà parte alla guerra in Iraq come cecchino della compagnia, difendendo il proprio Paese e il gruppo da eventuali minacce improvvise provenienti da Al Quaeda.

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Se vi aspettate il Clint di “Million Dollar Baby” o di “Gran Torino”, dovrete ricredervi. Tralasciando l’ideologia patriottica e fedele al pensiero tipico americano (che è presente in qualunque film di guerra sia mai uscito nelle sale), la pellicola di Eastwood manca in alcune parti di tensione e di una focalizzazione più approfondita della psicologia del personaggio, a causa di una sceneggiatura altalenante, con spunti davvero interessanti (soprattutto nel finale) mischiati da alcuni elementi troppo superficiali. Il problema non sta sul pensiero del regista sul tema della guerra, perché è naturale un possibile schieramento su una o l’altra parte del fronte (in questo caso, come del resto in tutti i film americani, il soldato viene elogiato della sua forza e della freddezza sul campo). La pecca enorme nella pellicola sta proprio in quello che molti hanno definito un punto di forza di American Sniper, che riguarda lo spirito critico sull’idea stessa della guerra. Non si può certo affermare che in questa pellicola non ci sia una forte polemica su questo argomento, poiché nel proseguo della storia si può notare, man mano che i giorni passano, un Chris completamente estraneo al mondo circostante, vittima stessa del conflitto che ha coinvolto i suoi compagni o i sui nemici sul fronte, così come la scena iniziale del film si vede come un popolo trafitto dalle sanguinose battaglie sia disposto a usare i propri figli per una causa alquanto discutibile. Quello che ci si aspettava da un regista come Clint Eastwood era una maggiore presa di posizione anche sugli errori commessi dagli americani, i quali hanno l’impressione di essere esenti da ogni possibile responsabilità. Non solo. In questo film manca il punto di vista dell’altro fronte, resi in maniera superficiale da una sceneggiatura che ha cristallizzato il loro ruolo come semplice nemico da combattere. Il film si salva solo dal punto di vista formale ed estetico, con una regia molto accurata che solo uno come Eastwood poteva creare. In certi punti del film ci immergiamo in quelle realtà con inquadrature fisse sul cecchino americano e piani sequenza suggestivi sull’ambientazione afflitta dai colpi della guerra in Iraq. Nel complesso, un film sopravvalutato ma che ci regala un’ennesima prova da maestro del regista, capace comunque di coinvolgere emotivamente sia su ciò che accade all’interno del conflitto, sia sulle scelte e sulla psicologia del protagonista, interpretato egregiamente da Bradley Cooper.

Voto: 3 su 5

Il trailer:

 

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. lapinsu ha detto:

    Ancora non l’ho visto, quindi il mio commento è evidentemente superficiale e magari quando lo vedrò cambierò idea, non lo so.
    Tuttavia, mi ha stupito leggere el tue critiche di tipo “politico” al film: è inevitabile che film di guerra siano anche politici, però bisogna sempre mantenere il giusto distacco. Mi pare evidente che American Sniper non sia un film di denuncia – non ne ha nè i requisiti nè i propositi – quindi non vedo perchè stupirsi se poi la narrazione è “filo-americana”.
    O forse ho solo compreso male io il tuo discorso 😉

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    1. Riccardo227 ha detto:

      Non volevo soffermarmi sul discorso politico. È naturale (e l’ho scritto) che il patriottismo sia un elemento centrale. Ci sono tantissimi film di guerra (come Lone Survivor) che si soffermano proprio su questi concetti. Solo De Palma con Redacted è riuscito ad andare a fondo della questione vedendo anche il lato oscuro dell’esercito americano. Cito un altro esempio per essere più chiaro. Zero Dark Thirty ha sicuramente esaltato la vicenda che ha coinvolto il gruppo che ha ucciso Bin Laden. Nel film però la regista non omette come ci sono arrivati a prenderlo, mettendo al centro il tema della tortura. Qui (ma è una mia impressione, totalmente soggettiva) è che tutto sia sbilanciato a loro favore. Non è un male, per carità. Speravo che uno come Clint Eastwood puntasse più ad andare a fondo su alcune questioni (e in alcune parti ci riesce, come l’evoluzione del personaggio e di come sia distante, freddo su alcune situazioni critiche) invece di elogiare un uomo che ha ucciso ben 150 persone. Ciò non voglio dire che sia un brutto film. È da vedere assolutamente. Ma non è un capolavoro. I capolavori sono altri. Non di sicuro questo.

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      1. lapinsu ha detto:

        Ora mi è più è chiaro il tuo concetto e sostanzialmente, messo così, lo condivido anche io.
        Sul fatto che non sia un capolavoro, ahimè, debbo riconoscere che Clint non ne realizza più uno da Grantorino: da allora solo Biopic e tutti abbastanza mosci (il che non toglie che siano comunque meglio di molti altri film, ma questo è un altro discorso).

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      2. Riccardo227 ha detto:

        Il mio è un giudizio personale, e va preso per quello che è. Senza nulla togliere al film, che complessivamente è un buon prodotto, sia dal punto di vista della regia sia dal punto di vista della fotografia. Eastwood rimane un buon regista.

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  2. Ivan ha detto:

    L’Eastwood di Gran Torino, Mystic River, Lettere da Iwo Jima e Million dollar baby era un altro, hai ragione!

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    1. Riccardo227 ha detto:

      L’hai visto? Che opinione ti sei fatto?

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      1. Ivan ha detto:

        Lo ho trovato un film affatto malvagio se il regista fosse stato un mestierante qualunque, ma da Eastwood, uno dei miei miti, mi aspettavo ben altro (il teaser trailer era magnifico).

        Se sei interessato maggiormente alla mia opinione di invito a fare un salto su thecinemacompany.wordpress.com e a leggere (e commentare) l’intera recensione! Ti aspetto 🙂

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  3. lapinsu ha detto:

    Ora l’ho visto. Sintetizzo il mio giudizio sul film con questo stralcio estratto dalla mia recensione:
    American Sniper è un bel film, questo è innegabile, ma è bello in maniera distaccata, quasi inconsapevole. E’ preciso e rigoroso come il disegno di un geometra ma è assolutamente privo di qualunque slancio emotivo così resta un affresco lineare ma freddo dove i toni del resoconto non lasciano mai il posto alla sfera drammatica.

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    1. Riccardo227 ha detto:

      Ho letto la tua recensione. Abbiamo avuto le stesse impressioni. Ripeto, non è brutto. Manca di molti elementi che, come hai suggerito tu nella recensione, ci si aspettava da uno come Eastwood. Adesso che ho riletto la mia, mi ero dimenticato di soffermarmi sulla questione del rapporto con la moglie, che tu giustamente hai sottolineato. Lì si poteva certamente focalizzarsi meglio sui problemi emotivi tra loro due.

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