Recensione: Vizio di forma

viziodiforma

Genere: Thriller

Regia:  Paul Thomas Anderson

Cast: Joaquin Phoenix, Katherine Waterston, Eric Roberts, Josh Brolin, Benicio Del Toro, Reese Witherspoon

Durata: 148 min.

Distribuzione: Warner Bros.

 

Vi ricordate il mito degli anni ’60? La nascita del movimento hippie, le contestazioni politiche nei confronti delle libertà individuali e dell’intervento in Vietnam da parte degli Stati Uniti, sono tra gli elementi che più hanno contraddistinto quel decennio pieno di speranze e di cambiamento. Con gli anni successivi, tutto improvvisamente cambia. Il velo che copriva l’ipocrisia di alcuni movimenti nati in quel periodo è stato sostituito da una veste meno fittizia. Qui entra in gioco la realtà rappresentata dal film di Paul Thomas Anderson Vizio di forma, mostrando l’illusione di un mondo mutato grazie alle lotte perpetue di una parte del popolo americano. Il protagonista di questa vicenda, tratto dall’omonimo libro di Thomas Pynchon, è Doc Sportello (Joaquin Phoenix), un investigatore privato dal passato rivoluzionario. La sua vita apparentemente priva di emozioni grazie all’uso ricorrente di droga, viene scossa dal ritorno della sua ex fidanzata Shasta Fay, che gli chiede di investigare su un caso che riguarda l’amante della donna, un imprenditore dal nome Mickey Wolfmann. Ben presto le cose non andranno come lui pensava, (o almeno credeva). Non solo la complessità di questa vicenda era difficile da gestire da un solo uomo (perlopiù strafatto dalla mattina alla sera); i problemi si aggravano con l’entrata in scena della Omicidi, rappresentato da Bigfoot Bjornsen (Josh Brolin) che accuseranno Doc di essere complice dell’assassinio di un giovane appartenente al movimento della fratellanza Ariana.

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Già citando alcune parti inerenti alla trama del film, si comprende come la storia messa in scena dal regista possieda una complessità di fondo davvero notevole. Tutta la narrazione è collegata da un filo invisibile, impercettibile all’uomo. Il caos domina la scena trascinando il personaggio in luoghi incredibili, da un alloggio di prostitute lesbiche, passando per un azienda di dentisti professionisti. Il tutto è condito dalla presenza di personaggi alquanto insoliti all’occhio del pubblico odierno, dai bikers nazisti agli agenti dell’FBI mostrati in modo ottuso, privi di intelligenza. L’amore per la donna, o meglio il “vizio intrinseco” che avvolge il protagonista, lo porta tuttavia a accettare questa condizione, girovagando per le strade di Los Angeles non solo in cerca della verità, ma cercando di riottenere l’amore della giovane Shasha, che diviene in questo modo la sua musa per tutta la durata del film. Qui l’interpretazione di Joaquin Phoenix è stata a dir poco sublime, denotando come lui sia davvero capace di entrare nel cuore del protagonista, mostrandone ogni aspetto con grande espressività e intensità. La pecca di questo film è stata tuttavia la durata (a dir poco eccessiva). Due ore e mezza di girato avrebbero avuto senso se fossero accompagnate da delle inquadrature dinamiche, in grado di alleggerire la visione, ma non si può certo cambiare lo stile di Anderson, composto da campi lunghi e riprese molto statiche, già notate ne Il Petroliere e in The MasterVizio di forma nel complesso è un buon prodotto, che coinvolge grazie a personaggi fuori dal comune e a intuizioni davvero geniali, (come il richiamo all’Ultima Cena) anche se nella seconda parte, purtroppo, si spegne, perdendo notevolmente la vivacità che nella prima fase riusciva a garantire.

Voto: 3 su 5

Trailer

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Rieccomi! In Vizio di forma Paul Thomas Anderson è incappato in un errore molto comune: si è illuso che bastasse mettere qualche scena azzeccata all’inizio e alla fine per tirare fuori un bel film. Peccato che nel mezzo ci sia una parte centrale fatta malissimo, in cui si accumulano a dismisura personaggi su personaggi, dialoghi su dialoghi, situazioni su situazioni, senza che ci sia un filo logico a tenere unito il tutto.
    Dato che anche il film precedente di Anderson (The Master) non mi è piaciuto affatto, ho deciso di non guardare mai più un suo film.
    L’unica idea veramente carina di Vizio di forma è stata la trovata citazionistica per cui ogni attore del cast interpreta un personaggio praticamente identico ad un suo precedente ruolo. Infatti:

    – Benicio Del Toro è un avvocato politicamente scorretto come in Paura e delirio a Las Vegas;
    – Josh Brolin è un poliziotto duro e puro come in Gangster Squad;
    – Joaquin Phoenix e Reese Witherspoon sono una coppia di amanti come nel biopic su Johnny Cash.

    Tutti film ai quali Vizio di forma non è degno nemmeno di allacciare le scarpe. Buona giornata! 🙂

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    1. Riccardo227 ha detto:

      Sono assolutamente d’accordo con te. La prima parte mi era piaciuta moltissimo. Nella parte centrale e finale mi ha un po’ deluso il film. C’è qualcuno che lo ha definito “Il grande lebowski” di Anderson. Mi pare una definizione piuttosto azzardata. Resta comunque un buon film. Non il migliore Anderson. Il Petroliere rimane ancora insuperabile.

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      1. wwayne ha detto:

        Mi fa molto piacere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Adesso il prossimo film candidato agli Oscar che voglio vedere è Wild, ma per guardarlo dovrò pazientare fino al 2 Aprile, mannaggia… grazie per la risposta! 🙂

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      2. Riccardo227 ha detto:

        Ho avuto la fortuna di vederlo a Torino. Mi è piaciuto molto. Te lo consiglio. Se ti interessa c’è la recensione sul sito. Ma penso che vorrai farti un’idea senza leggere le opinioni degli altri.

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      3. wwayne ha detto:

        Esatto, tornerò a leggerla dopo la visione! A presto! 🙂

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