Recensione: Per Amor Vostro

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Genere: Drammatico

Regia: Giuseppe M. Gaudino

Cast: Valeria Golino, Massimiliano Gallo, Adriano Giannini, Elisabetta Mirra, Edoardo Crò

Durata: 110 min.

Distribuzione: Officine UBU

 

 

Anna è una madre che dopo anni di ingiustizie e di violenze da parte del marito Gigi, non riesce a vedere alcun futuro. Non sa più chi è, ne tantomeno riesce a controllare ciò che accade all’interno della sua famiglia. Lascia praticamente che la sua vita scorra senza poter intervenire in maniera attiva e diretta. Ha sempre cercato il bene della sua famiglia, trovando una possibile soluzione ai problemi e mettendo in primo piano giustamente i suoi figli, con l’obiettivo di difenderli dalla crudeltà del padre. Tuttavia questo ha notevolmente affievolito la povera Anna, costretta in un limbo fatto di indifferenza e dove è impossibile reagire, come se fosse completamente legata a questa assurda condizione. Nemmeno il nuovo lavoro presso una casa di produzione televisiva sembra dare una svolta alla sua esistenza, nonostante i suoi colleghi apprezzino i suoi sforzi e il suo contributo all’azienda. l’incontro con l’attore Michele sembra che qualcosa stia per cambiare in lei, dal momento che inizia a ritrovare quella vitalità e quelle emozioni che da tempo aveva perduto.

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Con Per Amor Vostro Gaudino firma un’opera assolutamente fuori dal comune. A partire dalla regia, dove riesce a bilanciare l’uso del bianco e nero, gran parte usato nel film, con i colori che trasmettono qualcosa di vivo e di autentico. Non c’è dubbio che la scelta è stata di accentuare quello che la protagonista osserva in quel momento. Anna non sa distinguere più alcun tipo di sfumatura, se non in alcune occasioni, quando si isola dal mondo precipitandosi verso al balcone per guardare il mare che si agita di fronte a lei. Lì l’uso dell’azzurro acceso sottolinea come solo in quei momenti Anna si sente viva, e l’emozione arriva prepotentemente senza alcun ostacolo. Inoltre è visibile come qui avvenga una critica forte alla situazione odierna della città di Napoli, continuamente deturpata senza che nessuno possa fare nulla per fermarla. Una Napoli senza luce, senza vita, nella quale Anna si trova a dover combattere l’immobilismo non solo personale, ma anche sociale. Pur mantenendo il sorriso di una donna che cerca di nascondere la propria sofferenza, non può rimanere ferma di fronte a tutto ciò, cercando di ritrovare la coscienza perduta nel passato, spesso rappresentato dal Gaudino attraverso l’infanzia solare, intensa  della protagonista. In tutto il paragone tra il microcosmo (rappresentato da Anna) e il macrocosmo (raffigurato dalla città partenopea) segnala una riflessione critica del regista all’ambiente circostante, un attacco forte al presente e al futuro di una città lasciata completamente sola. Se c’è comunque una cosa che Per amor vostro ha lasciato impresso è la meravigliosa e potente interpretazione di Valeria Golino, la quale riesce a dare al personaggio tutti gli elementi necessari a renderlo unico, dall’espressività alle gestualità che lei trasmette. Un film assolutamente innovativo che pecca, tuttavia, di alcune parti troppo ripetitive, come l’uso eccessivo delle musiche provenienti dalla cultura popolare e delle immagini iconiche della protagonista.

Voto: 3 su 5

Il trailer

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