Netflix: i film da non perdere (Vol.14)

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Con un leggero ritardo (3 mesi), eccoci con i consigli mensili su Netflix. Siccome non siamo riusciti in questo ultimo periodo a fornire una lista periodica di film da vedere sulla piattaforma americana, in questa (sola) occasione procederemo con una selezione di 10 film, in modo da ritornare in carreggiata. Prima di passare al lungo papiro di lungometraggi presenti in catalogo, è doveroso parlare di una iniziativa davvero sorprendente da parte di Netflix: il completamento di The Other Side of the Wind, l’ultimo film di Orson Welles, mai terminato a causa della scomparsa dell’autore. Diversi produttori, da Frank Marshall a Filip Jan Rymsza e allo stesso Peter Bogdanovich, presente nella pellicola, hanno cercato di contribuire al restauro dell’opera, procedendo anche verso campagne crowdfunding non andate a buon fine. Tuttavia qualcosa è cambiato, dal momento che il servizio di streaming  statunitense è entrato direttamente nel progetto, che vedrà finalmente la luce dopo anni di tormento.

Qui sotto una breve clip

Detto ciò, eccovi la classifica:

– Benvenuto a Marly-Gomont (*** 1/2)

Seyolo Zantoko, un neolaureato in medicina, trova finalmente l’occasione di rimanere in Francia a esercitare il suo mestiere. In un piccolo paesino, Marly-Gomont, gli abitanti, senza un servizio sanitario locale, sono costretti a andare nel paese vicino, ma il sindaco riesce a convincere Seyolo, non calcolando tuttavia le reazioni della gente che, per la prima volta, si trova di fronte a uno straniero. Benvenuto a Marly-Gomont è una commedia completamente riuscita, che affronta il pregiudizio con sorriso e con la testa.

– Gone Baby Gone (****)

Per chi ama le storie di Dennis Lehane, amerà sicuramente Gone Baby Gone. Alla regia Ben Affleck, recentemente nelle sale con un altro racconto tratto dai romanzi dell’autore di Mystic River. Come protagonista c’è il fratello Casey, nella parte di Patrick Kenzie, un investigatore privato che, assieme alla collega Angie Gennaro, dovranno scoprire cos’è successo a Amanda McCready, rapita all’età di 4 anni. Pieno di tensione e di suspence, Affleck gira un film estremamente intenso e incerto, come il racconto.

– The Man from Nowhere (****)

The Man from Nowhere è un thriller da non sottovalutare, come il suo protagonista, del resto. Cha Tae-sik gestisce un banco dei pegni in città. Estremamente introverso e taciturno, conversa solamente con una bambina, So-mee, sola e senza amici. C’è un forte legame tra loro, che si spezza quando viene sequestrata da dei narcotrafficanti spietati. Il film è un ibrido di generi, come il cinema coreano insegna. C’è il noir, il thriller, ma c’è soprattutto azione e scene particolarmente esplicite. Un film completo che mostra anche la realtà criminale e i loro atti violenti, dal traffico ai rapimenti e gli omicidi.

– The Whistleblower (****)

Un film sconosciuto ai molti ma che è necessario recuperare è The Whistleblower, il film di  Larysa Kondracki, che racconta l’esperienza di Kathryn Bolkovac, poliziotta americana entrata a far parte delle truppe ONU in missione in Bosnia dopo la guerra civile del 1992. Il film possiede una doppia chiave di lettura. La prima, quella più storica, mostra come la mancanza di regole, di tutele, porti anche chi dovrebbe essere predisposto al mantenimento dell’ordine a commettere irregolarità, soprattutto nell’intermezzo tra la guerra e la pace, dove la criminalità opera senza disturbi. La seconda, più sociologica, riguarda lo sfruttamento della prostituzione, con le donne a essere vittime principali di questa tratta che dall’est europa arrivava nella ex Jugoslavia.

– The End of the Tour (***)

Un road movie insolito è The End of the Tour. David Lipsky, giornalista di Rolling Stone, offre alla sua testata l’opportunità di intervistare David Foster Wallace, scrittore di grossa fama negli Stati Uniti che sta terminando il suo tour. I cinque giorni successivi questi due personaggi intraprenderanno non solo un viaggio promozionale dell’opera di Wallace, ma instaureranno un rapporto confidenziale, raccontandosi la propria vita e i propri pensieri sulla vita.

– Rosso come il cielo (*** 1/2)

Rosso come il cielo si ispira a uno storico montatore del cinema, Mirco Mencacci. Il racconto mostra le vicende di Mirco, un ragazzo toscano di 10 anni che, in un incidente domestico, viene privato della vista. I genitori, non avendo una scuola per non vedenti, sono costretti a mandarlo a Genova, dove lì incontrerà moltissimi amici con i quali sperimentare e crescere come ragazzi normali. Una bella dimostrazione sulla mancanza di limiti e di barriere, e sulla ricerca di opportunità e di nuove strade grazie ai propri mezzi.

– The Rocky Horror Picture Show (*****)

Il musical più folle, controverso, anticonformista degli ultimi anni. In poche parole: The Rocky Horror Picture Show. Poi aggiungi Tim Curry, Susan Sarandon, e allora il capolavoro è servito. Non serve aggiungere altro. Buon appetito.

– We Are Young. We Are Strong. (***)

Questo film è del 2014, ma i temi trattati sono estremamente attuali e appartenenti alla società occidentale. L’odio verso il diverso, l’incapacità ad ascoltarlo, a comprendere la vita e le fatiche. We Are Young. We Are Strong mostra una Germania spaccata, una generazione bruciata e intollerante, senza futuro. Può essere ambientata in Italia, in Francia, in Inghilterra, e il risultato non cambia, perché rappresenta la fotografia dell’uomo immerso in una crisi morale oltre che economica. Invece di dare la colpa a chi ha creato questa situazione, si da la colpa ai più deboli, colpendoli nei diritti e nella dignità. Un film consigliato.

– Buongiorno, notte (****)

Marco Bellocchio firma un film liberamente tratto da Il prigioniero, un libro dell’ex brigatista Anna Laura Braghetti. Buongiorno, notte racconta la vicenda del caso Moro, rapito dalle Brigate Rosse nel 1978. Il punto di vista è di una donna, Chiara, interpretata da Maya Sansa, una delle brigatisti che hanno operato direttamente nel rapimento del presidente della DC, impersonato da Roberto Herlitzka; ed è un punto di vista umano, che viene alterato nel tempo con il dubbio e il rancore su quello che si sta effettivamente facendo. A che scopo? Qual’è il vero obiettivo?

– Imperial Dreams (****)

Dulcis in fundo, una produzione Netflix, Imperial Dreams, con John Boyega protagonista, un’ex detenuto che desidera che il proprio figlio non prenda la sua strada criminale. Vuole diventare uno scrittore, per raccontare la propria vita, le proprie esperienze. Ma appena torna in libertà, si trova di fronte alla dura realtà. Senza lavoro, e di conseguenza senza una casa da dare al bambino, si trova nel difficile dilemma se tornare alle dipendenze del boss del quartiere, spacciando droga e armi, o prendere una strada tortuosa, difficile e imprevedibile pur di allontanare il figlio da quella realtà.

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