Recensione: Ella & John – the leisure seeker (Speciale Venezia74)

Genere: Drammatico

Regia: Paolo Virzì

Cast: Donald Sutherland, Helen Mirren, Christian McKay

Durata: 112 min.

Distribuzione: 01 distribution


Leisure Seeker è il camper che dà il nome al nuovo road movie firmato da Paolo Virzì, ispirato dall’omonimo romanzo di Michael Zadoorian. Per il cineasta livornese si tratta dell’esordio alla regia di un film in lingua inglese con un cast internazionale di interpreti di primissimo livello. Ella e John hanno i volti di Helen Mirren e Donald Sutherland che intraprendono un viaggio al crepuscolo delle loro esistenze verso sud, alla volta del paese natio di Ernest Hemingway; John è infatti un professore di letteratura in pensione che ama intrattenere i suoi interlocutori con passi di poesie ed aneddoti. Sono entrambi malati: lui è afflitto da demenza senile che peggiora col passare dei giorni, lei soffre per un cancro che rende più flebile la sua vita ed evanescente il futuro. A questo quadro non felice, i due figli, Will, ansioso ed apprensivo e Jane, troppo impegnata per sobbarcarsi i doveri di una figlia nei confronti degli anziani genitori. Virzì pennella un ritratto intimo di una coppia che ancora si ama profondamente e che fa trasparire profonda complicità e reciproca comprensione; una narrazione che spinge sul pedale della commozione e della dolcezza, ma senza ricorrere a sotterfugi e artifizi per adulare lo spettatore. Un road movie che vuole assurgere ad atto di ribellione e di liberazione ma che si inscrive in una ricerca di coppia di una pace ed di una intesa mai spenta o sopita. Un viaggio per tornare a godere di ogni singolo istante, assaporando con gratitudine le piccole cose della vita, mangiare un gelato, osservare un panorama, passeggiare mano nella mano. Un lavoro che sa mescolare sapientemente, sorretto anche da due performance attoriali di notevole rilievo, commedia e tragedia, bilanciando piacevoli gag a frangenti di eterna delicatezza ed amore. Un film che tratta di petto temi quali la gelosia, il perdono, il rapporto genitori-figli, con una prominenza del fattore scelta, il libero arbitrio, giunti al termine della propria esistenza, dinnanzi ad una malattia che non dà possibilità di appello. Virzì non giudica, ma racconta la storia, lasciando lo spiraglio per la riflessione allo spettatore, con sincera naturalezza. In Concorso a Venezia74, in sala da gennaio 2018.

Voto: 4 su 5

Una clip del film:

 

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