I migliori film del 2017 (by Mattia)

Come di consueto, vorrei anteporre alla top 10 dell’anno appena terminato, il 2017, qualche premessa per poter meglio comprendere le scelte effettuate nel redigerla.

Per poter stilare la “classifica” dei migliori lavori dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017, si è tenuto conto della data di uscita italiana e non della eventuale data di uscita nel paese di origine: ad esempio il titolo “Tre manifesti ad Ebbing” di Martin McDonagh, uscito a novembre 2017 nel Paese di origine, ma non ancora distribuito in Italia, esula da un eventuale inserimento nell’elenco.

Non si è tenuto conto dei titoli presentati ai principali festival italiani (Torino, Roma, Venezia) se ancora non sono stati distribuiti in tutte le sale italiche: ad esempio “Morto Stalin se ne fa un altro” di Armando Iannucci, presentato a Torino35, non rientra nella classifica perché non ancora uscito nelle sale italiane. La top 10 sconta il limite (umano) della visione nelle sale: in altri termini chi ha stilato la classifica ha potuto valutare un certo numero di titoli e non tutto lo scibile cinematografico dell’anno 2017. Non sono presenti, sulla scorta delle valutazioni esposte sino a qui, i prodotti che hanno avuto una distribuzione limitata alle pay-tv o portali internet in abbonamento (“La scoperta”, film originale Netflix, proposto sulla piattaforma e mai nelle sale, non può essere inserito eventualmente in elenco). Il mondo della Settima Arte è però in divenire e forse, in futuro, dovremo rivedere, giocoforza, i parametri.

Infine la ormai consolidata mini-sezione con la sorpresa dell’anno, ossia il film di qualità che non ti saresti aspettato di vedere ed il flop dell’anno, ossia il titolo che le premesse davano come un capolavoro annunciato ma che poi nella realtà ha lasciato un filo di amarezza una volta usciti dalla sala.

IMPORTANTE: i titoli sono 10 ma non sono da leggersi in ordine qualitativo quanto invece in ordine cronologico. Lo scrivente non ha mai amato dilettarsi in discorsi sofistici su quanto un film fosse migliore dell’altro o di quanto il secondo fosse meglio del quarto per questo o quel motivo. La top 10 è dunque da leggersi come un unicum di lavori (i migliori) usciti nel 2017.

Partiamo:

  • Arrival: il nuovo lavoro di Denis Villeneuve racconta di alieni per riflettere sull’umano con una sensibilità ed un’intelligenza non comuni. L’ennesima prova di un cineasta che sta scrivendo pagine importanti nella Settima Arte.
  • La la land: un ritorno del musical in grande stile quello di Damien Chazelle, che dopo il sorprendente “Whiplash” torna con un’opera magniloquente e piena di ritmo, premiata con 5 Oscar
  • Vi presento Toni Erdmann: una commedia tedesca che colpisce nel segno quella di Maren Ade, insignita del premio di Miglior Commedia Europea agli EFA2017. Un’opera che racconta con grande efficacia il rapporto tra una donna in carriera troppo occupata dal lavoro per coltivare gli affetti ed un padre decisamente sui generis…
  • L’altro volto della speranza: una delicata e nostalgica commedia che arriva dal nord Europa. Ancora una volta il maestro Aki Kaurismaki riesce a meravigliare il pubblico con semplicità ed infinita poesia.
  • Dunkirk: un’esperienza totale quella proposta da Christopher Nolan che ci immerge spirito e corpo nel conflitto mondiale, incastonando con mestiere tre storie ed altrettanti protagonisti. L’apprensione, l’attesa e la paura in sedici noni…
  • Virgin Mountain: altra sorpresa che giunge dal freddo Nord; Dagur Kàri dipinge un compendio di cinema di questo genere, tra ironia amara, personaggi in crisi esistenziale e spirito surreale. 
  • 120 battiti al minuto: l’opera di Campillo spicca per carattere collettivo e capacità di richiamare le istituzioni ai propri doveri. Un film che scuote in modo tenace la passività dell’opinione pubblica attorno al tema dell’AIDS, un lavoro necessario e ben riuscito.
  • Loving Vincent: sessantamila tele dipinte a mano per creare un suggestivo viaggio  tra vita ed arte di uno dei registi più grandi di sempre, Vincent Van Gogh. Successo inaspettato al box office.
  • The square: dopo il sorprendente “Forza maggiore”, Oslund conferma la sua grande verve di provocatore. Mondo dell’arte, squilibrio sociale, squilibrio culturale e mestiere di un curatore di una galleria tra colpi di scena e trovate spiazzanti. Palma d’oro a Cannes.
  • L’insulto: sceneggiatura compatta e interpretazioni perfette per il piccolo gioiello di Ziad Doueiri, insignito della Coppa Volpi Maschile al Festival di Venezia. Una umana vicenda che assurge alla situazione sociale contemporanea e non soltanto al cosmo libanese.

Flop
La luce sugli oceani: ebbene sì, ci si spettava di più da Derek Cianfrance, che si era presentato a Venezia con il favore dei pronostici. L’opera melò con Fassbender e Vikander gronda ridondanza, prevedibilità e un buona dose di opportunismo.

Sorpresa
Easy: Andrea Magnani gira un’opera libera da legacci e sentieri consolidati, e descrive con l’interpretazione di Nicola Nocella le avventure tragicomiche di Isidoro, investito del compito di trasportare le spoglie di un operaio morto sul lavoro al confine con l’Ucraina con risvolti esilaranti. Una bella sorpresa che sta, per fortuna, girando i festival internazionali.

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