Recensione: Treno di notte per Lisbona

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Titolo: Treno di notte per Lisbona

Genere: Drammatico

Regia: Bille August

Cast: Jeremy Irons, Jack Huston, Mèlanie Laurent, Christopher Lee, Lena Olin, Martina Gedeck

Durata: 110 minuti

Distribuzione: Academy2

Il regista danese, premio Oscar nel 1989 con “Pelle alla conquista del mondo”, torna dietro la macchina da presa dopo sei anni con un lavoro che può vantare ampio respiro internazionale. Da Jeremy Irons, britannico premio Oscar a Mèlanie Laurent, da Christopher Lee a Charlotte Rampling, passando da Jack Huston e Martina Gedeck.
Berna; il professore Raimund Gregorius (Irons) insegna latino presso una scuola superiore. È un personaggio di alta cultura, curioso, ma solitario e schivo. Un giorno, passeggiando lungo un ponte della città salva la vita ad una giovane, aspirante suicida. La ragazza svanisce nel nulla ed il serio e posato professore trova nella giacca in pelle di lei un pamphlet di uno scrittore, nonché medico, filosofo (e rivoluzionario) portoghese, Amadeu de Prado (Huston). In lui si instilla quella voglia inarrestabile di lasciare città, casa e lavoro per avventurarsi alla ricerca di Amadeu. Sale su un treno e, dopo aver viaggiato tutta la notte, giunge a Lisbona; da quel momento sarà un succedersi di incontri, di colpi di scena, di rivelazioni, di storie che vengono alla luce senza soluzione di continuità. Molti sono i personaggi che gravitano attorno a Raimund, una oculista sola ma gentile (Gedeck), una donna fredda e quasi insensibile (Rampling), un curato profondo e riflessivo (Lee). Bille August traduce in pellicola il best-seller di Pascal Mercier, trasponendo la Lisbona attuale a quella degli anni che furono la dittatura di Salazar. È un film madido di poesia, anche se a volte pare emergere gratuito auto-compiacimento. Lo stesso Jeremy Irons (premio Oscar nel 1991) è ben lontano dalle sue interpretazioni migliori. I personaggi, che avrebbero dovuto rappresentare una storia prettamente portoghese, sono interpretati da attori tedeschi, inglesi, francesi, girato in inglese perdendo la sua identità. Per Jack Huston (Wilde Salome, Not fade away) e Mèlanie Laurent (Bastardi senza gloria, Il concerto) si tratta di parti troppo “sacrificate” per incidere. Anche il feticcio Christopher Lee è relegato ad una particina che non rende onore alla caratura dell’attore. Benché il messaggio di fondo sia interessante e la regia tenda ad ammantare il tutto di un velo di mistero, pesano sul lavoro le metafore spiegate ad alta voce e la trama troppo “facile”. Buona la fotografia che mostra una amabile Lisbona, fatta di terrazzi e di piccole viuzze rustiche. Un film, dal quale forse era lecito attendersi di più, ma resta comunque un prodotto accettabile. Presentato in anteprima alla “Berlinale 2013”.
MB

Voto: 3 su 5

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