Recensione: Il grande Gatsby

Immagine

Genere: Drammatico

Regia: Baz Luhrmann

Cast: Leonardo Di Caprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan

Durata: 142 min.

Distribuzione: Warner Bros

 

 

Chi è Jay Gatsby? E’ questa la domanda che si pone il pubblico quando entra in contatto con il mito della grandezza degli anni 20, dove chiunque poteva diventare qualcuno e la Borsa inizia a essere la protagonista della scena economica americana (e non solo). New York da questo punto di vista è l’emblema della crescita finanziaria degli Stati Uniti, portando con sé prosperità ed eccesso, ricchezza e perdita di valori che un tempo erano inviolabili. Che cosa c’entra Gatsby con tutto questo? Ce lo spiega Nick Carraway, narratore della storia che nel 1922 si trasferisce a Long Island per intraprendere la strada della finanza, dopo che il suo sogno di diventare scrittore viene accantonato. La sua villetta si trova a pochi metri dall’immensa abitazione di questo giovane milionario, famoso da tutti in città per le sue feste trasgressive e provocatorie. Molte sono le leggende nei suoi confronti: c’è chi dice che sia un assassino, che abbia ereditato tutto dalla famiglia, e c’è chi addirittura sostiene che non esista. Ma nessuno in verità sa chi sia realmente, anche perché rare sono state le sue apparizioni in pubblico. Nick infatti da quando si è trasferito non ha mai avuto l’opportunità di incontrarlo, se non sbirciando verso una delle tante finestre della villa. L’unica cosa che notava era la musica assordante e il traffico di gente di ogni ceto sociale che, senza invito, veniva da tutta la città. Un giorno però l’inatteso invito a uno dei suoi eventi mondani metterà in contatto la vita conformista del giovane con quella dell’eccesso di Gatsby, il quale chiede a lui di organizzare un incontro con Daisy, moglie di un pluripremiato campione di polo, nonché cugina di Nick. Il loro è stato un rapporto altalenante, fatto di tormenti e di passioni, contrasti che rappresentano pienamente il contesto storico che l’America stava passando. Non a caso questa alternanza di emozioni assomiglia alla discontinuità dei valori delle obbligazioni in Borsa. Come potevi diventare improvvisamente ricco e potente, c’era l’altrettanta possibilità che il sogno americano tutto a un tratto finisse. Tuttavia la speranza che il passato si potesse riprodurre, dava il coraggio a Gatsby di andare avanti, di poter raggiungere l’obiettivo di riconquistare la giovane Daisy, rappresentata in molte scene dalla luce color smeraldo che proviene dal faro dall’altra parte della baia.

Baz Luhrmann ha voluto riscattarsi dal fallimento di Australia ripresentando la storia tratta dal libro di Fitzgerald, già proposta nel 1974 con Robert Redford come protagonista. Il regista ha saputo risollevarsi proponendo quello che già si è visto in Moulin Rouge, rappresentando i canoni estetici delle feste che Jay Gatsby offre alle persone presenti in sala, e lo fa non lasciando nulla al caso. Il pubblico in questo modo si trova immerso in quella magnificenza, dove le regole vengono abbandonate nel mondo frenetico e organizzato della città, per lasciare posto all’istinto più sfrenato. Nulla da dire sull’interpretazione di Leonardo Di Caprio, che pellicola dopo pellicola si dimostra di essere un attore completo, interpretando personaggi sempre più contrastanti gli uni dagli altri. L’unica pecca, per niente irrilevante, riguarda la gestione della storia. Luhrmann ha voluto concentrarsi più sull’aspetto privato del personaggio, oscurando quelli che sono i temi sociali della narrazione: la decadenza dei valori, del sogno americano e la solitudine di un uomo vittima della sua stessa ricchezza. Nonostante ciò, è un film che t’intrattiene, con musiche originali che lo rendono più attuale. E questo non è sicuramente un caso.

Voto: 3 su 5

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. clclaps ha detto:

    A me non è assolutamente dispiaciuto questo film. L’ho trovato molto attuale nonostante ci sui riferisca ad un secolo fa: http://www.clapsbook.com/2013/05/il-grande-gatsby-e-tornato.html

    Mi piace

    1. Riccardo227 ha detto:

      Sono d’accordo con te. Sicuramente non è un film che annoia. Al contrario, ti intrattiene. E tra l’altro segue molto bene la narrazione del romanzo. L’unica pecca di questo film è che non ha saputo andare in profondità sulla psicologia del personaggio, entrare sull’aspetto simbolico che Gatsby rappresenta nel libro di Fitzgerald. Se l’avesse fatto, questo film, a mio parere, poteva giocarsi l’Oscar. Purtroppo Luhrmann ha perso l’opportunità di potersi distaccare dagli altri film precedentemente girati (Australia è un film altamente noioso).

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...