Recensione: Nella casa (tit.orig. “Dans la maison”)

nella casa2Genere: Drammatico

Regia: François Ozon

Cast: Fabrice Luchini, Kristin Scott-Thomas, Ernst Umhauer, Emmanuelle Seigner

Durata: 105 min.

Distribuzione: BIM Distribuzione

Il cineasta francese torna dietro la macchina da presa col suo stile satirico ed ironico, (già conosciuto con lavori quali “Gocce d’acqua su pietre roventi”, “Il rifugio”, “Potiche”) optando per l’adattamento della pièce teatrale “Il ragazzo dell’ultimo banco” dell’autore spagnolo Juan Mayorga. Per farlo si avvale di Fabrice Luchini (“Confidenze troppo intime”, “Le donne del sesto piano”), Kristin Scott-Thomas (“La chiave di Sarah”, “Bel ami”) e del giovane Ernst Umhauer.
Germain (Luchini) è un professore di lettere preparato ma privo di talento narrativo, mancanza che gli ha impedito in giovane età di realizzarsi come scrittore; è sposato con Jeanne (Scott-Thomas), donna apparentemente sicura di sé, ma che è sull’orlo di una crisi di nervi per via della possibilità che la galleria d’arte nella quale lavora possa chiudere facendo di lei una disoccupata. Un giorno Germain, leggendo svogliatamente degli scritti dei propri alunni, viene attirato dalla vena sarcastica e dalla realizzazione decisamente brillante del compito da parte di Claude (Umhauer), studente di umili origini. Claude irretisce Germain con uno stile fluido ed accattivante, inserendo qua e là dettagli che accendono la curiosità dello scafato e disilluso professore di lettere. Quello che doveva essere un semplice compito su “come avete trascorso il vostro fine settimana” diventa un viaggio voyeuristico nella casa di una famiglia piccolo-borghese, composta dal capofamiglia (un uomo vessato dal capo e amante del basket), dalla moglie (casalinga annoiata che si interessa solo di arredamento di interni) e dal figlio Rapha, amico “intimo” di Claude. Claude con una scusa entra nella casa e nella vita di questa famiglia trasformando con grande bravura le giornate passate in compagnia della famiglia dell’amico in un interessante racconto a puntate che termina sempre con la parola “continua”. L’occasione fa l’uomo ladro e Germain viene fagocitato in una serie di eventi senza possibilità di ritorno. Ozon costruisce la trasposizione della pièce in modo molto intelligente, tagliente anche supportato dall’indubbia capacità recitativa dei vari interpreti. Gli intrighi, gli inganni e le allusioni sono l’ingrediente principale di questa pellicola che parte da subito in modo coinvolgente, riuscendo a mantenere l’attenzione del pubblico sempre a livelli elevati. Molti sono i momenti in cui lo stesso spettatore si chiede se quello che vede è davvero accaduto nel prosieguo della storia o se è stato soltanto immaginato, suggerito dalla narrazione del giovane Claude. Molti passaggi fondamentali restano nell’ombra del dubbio, del non detto, del proposto. Le macchinazioni e il gioco di apparenze si protraggono per tutta la storia rendendo infauste anche le situazioni più ordinarie. Un buon prodotto che però potrebbe deludere i cinefili più esigenti; manca infatti una risposta ad una domanda di fondo: perché tutto questo? La pellicola è semplicemente un (bel) esercizio di bravura cinematografica o c’è di più? Al termine la possibilità che resti un tarlo a non convincere del tutto lo spettatore è più che una semplice eventualità. Con questi presupposti “Nella casa” potrebbe essere etichettato con una parola: bluff. Qui stiamo sconfinando nel campo del se e del ma e non ci addentriamo oltre. Questo non toglie che il film resti un lavoro interessante e degno di essere guardato con attenzione.
MB

Voto: 3,5 su 5

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. salvatore ha detto:

    Articolo interessante e colgo l’occasione per complimentarmi per questo sito! veramente ben fatto e con tanti articoli utili!

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    1. mattiabertaina ha detto:

      Grazie; fa molto piacere che piaccia e che sia utile agli utenti 🙂

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