Recensione: Sole a catinelle

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Genere: Commedia

Regia: Gennaro Nunziante

Cast: Checco Zalone, Aurore Erguy, Miriam Dalmazio, Robert Dancs

Durata: 90 min.

Distribuzione: Medusa

 

 

Checco Zalone, il comico più originale della televisione, ritorna sul grande schermo con un film tutt’altro che banale. Il personaggio sembra cresciuto dopo le avventure precedenti: ha un lavoro fisso presso un hotel di lusso, ha una moglie bellissima e un figlio davvero intelligente. Ma a un certo punto la parte più stravagante del suo carattere si libera, e decide di cambiare strategia, diventando un venditore di aspirapolvere con l’obiettivo di guadagnare un sacco di soldi e aspirare ai piani alti dell’azienda. Per un certo periodo ci riesce (anche grazie alla fitta rete di parentela verso cui vende la maggior parte dei prodotti), ma la sua sete di ricchezza si trasforma in desiderio di consumo più sfrenato, che lo spinge a comprare qualsiasi oggetto tecnologico il mercato possa offrire. Purtroppo non tutto è oro quel che luccica, poiché una disgrazia dietro l’altra incombe sulla sua famiglia: la moglie perde il posto di lavoro nell’azienda; Checco non riesce a coprire economicamente la spesa folle di tutti i beni di lusso, che gli vengono piano piano sequestrati e, soprattutto, il figlio è riuscito a prendere dieci in tutte le materie scolastiche, dopo che il padre gli aveva promesso una vacanza “da sogno”. Riuscito nell’impresa, il padre, per non deluderlo, con grande ottimismo lo porta in Molise da una vecchia parente, con gli imprevisti (a dir poco spassosi) che susseguiranno di lì a poco.

Sole a Catinelle, il terzo film del comico barese, è molto diverso dagli altri due. Mentre nei film precedenti si puntava più sul personaggio scorretto, maleducato, che aveva caratterizzato Checco Zalone dai tempi di Zelig, in questo si è cercato di intraprendere una fase più riflessiva, puntando anche sulla narrazione e sul contesto di riferimento. In effetti, rispetto agli altri, le risate sono concentrate sulla parte centrale, con battute efficaci al limite del politically correct  dove il comico non risparmia nessuno, passando dagli psicologi all’alta borghesia, dai comunisti alla massoneria. In questo modo Checco (in realtà Luca Medici) mette sotto scacco la crisi e gli italiani con simpatia e ingegno, dipingendo una società in preda a continue contraddizioni e ingabbiata a causa di un forte malessere economico che è il vero protagonista della storia. L’unico che si salva in questa storia è Nicolò, molto credibile nella parte del figlio responsabile e educato. Dal film si deduce come lui stesso si prenda cura del padre, decretando un vero e proprio scambio di ruoli. Nel complesso è un film divertente e ben congegnato, un’ottima occasione per tornare nella realtà con un po’ di sorriso.

Voto 3 su 5

Il trailer del film

Un commento Aggiungi il tuo

  1. federica ha detto:

    Mi sono letteralmente sganasciata dalle risate Checco sei unico!!!!!!

    Mi piace

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