Recensione: Noi 4

noi-4-locandina-lowGenere: Commedia

Regia: Francesco Bruni

Cast:  Ksenia Rappoport, Fabrizio Gifuni, Lucrezia Guidone, Francesco Bracci

Durata: 90 min.

Distribuzione: 01 Distribution

 

 

Dopo il successo del suo primo film da regista Scialla, Francesco Bruni ritorna a parlare di famiglia. O meglio, torna a raccontare i contrasti e le difficoltà di un nucleo familiare italiano. Molti ritengono ancora oggi che la tipica famiglia sia perfettamente composta da madre, padre e figli che, con molta leggerezza, vivono la propria esistenza senza pensieri e senza preoccupazioni. Per dirla in parole povere, una pubblicità non proporrebbe mai un’immagine di una famiglia separata con la unica prospettiva di arrivare alla fine della giornata senza incontrare ulteriori complicazioni. Se in Scialla il regista ha voluto focalizzare maggiormente i tormenti e le ossessioni di un’adolescente che non ha mai conosciuto il suo vero padre, con Noi 4 ha cercato di inglobare interamente il contesto familiare.

Ambientato a Roma, il film racconta il rapporto travagliato di due genitori alle prese con le complicazioni dovute alla separazione. Già dalle prime inquadrature si può notare come questi abbiano poco in comune, se non il fatto di aver avuto figli: Lara, la madre interpretata da Ksenia Rappoport, è un ingegnere che ha il compito di costruire la linea metropolitana romana, mentre il padre Ettore, interpretato da Fabrizio Gifuni, è un “artista” vittima della propria pigrizia. I figli, non da meno, rispecchiano notevolmente le caratteristiche dei propri genitori: Emma, ventitreenne interpretata da Lucrezia Guidone, è una ragazza spensierata che non mette freno alla propria libertà, tanto da occupare assieme ad altri suoi compari un teatro pubblico con il sogno di diventare un’attrice di talento. Il figlio Giacomo è un adolescente con la paura di uscire dagli schemi e di mostrarsi agli altri per paura di fallire o di essere giudicato. E’ inevitabile che, di fronte a queste caratteristiche, nel corso del film si vengono a creare due schieramenti netti: da una parte Ettore e la figlia, la quale difende a spada tratta il padre vittima, secondo lei, dell’oppressione e dell’angoscia della madre; dall’altra Lara e il figlio, che non accetta il comportamento superficiale del padre e i comportamenti oltremodo infantili della sorella. In tutto ciò vengono a formarsi, grazie allo stile leggero e mai banale del regista, sia dei momenti di forte drammaticità, sia di situazioni dove la serenità e la vitalità prendono il sopravvento, rappresentando in maniera chiara le tipiche turbolenze all’interno di una famiglia. Nonostante l’analisi complessiva della famiglia, la focalizzazione dei vari personaggi non mancano in questo film. Ognuno ha di fronte un esame importante da passare e non riguarda solamente quello di terza media di Giacomo. La madre scopre le proprie debolezze estetiche e interiori sentendosi trascurata dai figli e dai colleghi; Ettore invece si trova in un bivio: accettare il lavoro proposto dall’amico per dare sostentamento ai figli o rimanere nello status quo perenne, pensando solamente alla propria vita e alla propria libertà; Emma si trova a dover affrontare una possibile gravidanza, ritenendola un peso per la propria indipendenza e per il proprio futuro. Le scelte non sono semplici e il regista lo sa bene, lasciando in sospeso alcune questioni che potevano essere rivelate per chiarire meglio il prosieguo della storia. Nonostante ciò, Noi 4 è una delle poche commedie che guarda in faccia la realtà, non nascondendo i problemi che ogni giorno una famiglia è costretta ad affrontare.

Voto: 3 su 5

Il trailer

 

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