Recensione: Captain America – The Winter Soldier

captainamerica2Genere: Azione

Regia: Anthony e Joe Russo

Cast:  Chris Evans, Sebastian Stan, Scarlett Johansson, Samuel L. Jackson, Robert Redford

Durata: 136 min.

Dirtribuzione: Walt Disney Pictures

 

 

Dopo aver assistito il Dio del tuono a combattere in una insolita e alquanto suggestiva Londra, la Marvel ci riporta sul personaggio più vecchio (ma allo stesso tempo molto interessante) della squadra: Captain America. E’ difficile per un uomo integrarsi in un mondo che non gli appartiene, con costumi e tradizioni diverse dalle sue, soprattutto dopo essere stato decenni congelato in una zona desolata del Polo Nord. Grazie allo SHIELD dell’eccentrico Nick Fury (Samuel L. Jackson), per Steve Rogers (Chris Evans) l’integrazione nel ventunesimo secolo è stato l’ultimo dei suoi pensieri, dal momento che le minacce continuano a persistere nel suolo americano. Assieme alla partner Vedova Nera (impersonata da Scarlett Johansson), il vendicatore deve recuperare dei file criptati rubati allo SHIELD per impedire che questi segreti possano essere rivelati (o peggio, cadere nelle mani sbagliate). Fino a qui, Captain America: The Winter Soldier si rivela essere il solito film spionistico dove il buono, con lo scudo a stelle strisce, sconfigge i cattivi con destrezza e caparbietà. Purtroppo per lui gli eventi non saranno dalla sua parte, nascondendo molti segreti riguardanti sia l’organizzazione che il suo passato da soldato.

Uno degli elementi che più affascina questo lavoro è certamente la sceneggiatura. Senza nulla togliere alla regia dei fratelli Russo, la storia, grazie al forte realismo che si può riscontrare durante la visione, è una delle più convincenti dei film targati Marvel. Il rimando alle ultime vicende di spionaggio è palese, anche se non si può sicuramente parlare di un film politico contro la gestione della sicurezza territoriale statunitense. Dopo le vicende accadute a New York, l’esigenza di maggior protezione da altri attacchi alieni spinge lo SHIELD a compiere una scelta radicale. Captain America non la condivide, ritenendo la riduzione della libertà delle persone contraria al suo modo di pensare, poiché ha sempre lottato per conservarla, non per diminuirla. Il film inoltre pone una questione rilevante: siamo davvero sicuri che l’avversario sia necessariamente fuori le mura amiche? La domanda è retorica, ma la risposta non è altrettanto scontata. L’incapacità di capire chi sta dalla tua parte e chi invece è pronto a colpirti alla spalle per interessi personali spinge lo stesso Captain America a riflettere sulla caduta dei valori che sta attraversando gli Stati Uniti. La paura si trasforma in maggior controllo da parte delle maggiori istituzioni governative, e come sempre il passo successivo non è sicuramente democratico. Qui il ruolo di Rogers non è più militare ma ideologico: cambiare mentalità e tornare a una visione più collettiva, dove il bene di tutti è al primo posto. Un’ultima considerazione va alla regia di Anthony e Joe Russo. Le scene d’azione non mancano, e il dinamismo che si crea con la riduzione temporale del montaggio delle varie inquadrature rende le varie sequenze davvero convincenti ed efficaci.

Voto: 3 su 5

Il Trailer

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. lapinsu ha detto:

    Concordo su tutta la linea. Ti riporto un passo della mia recensione (magari ti piacerebbe pure leggera, chissà… http://lapinsu.wordpress.com/2014/04/04/captain-america-the-winter-soldier/ )

    “A volerla dire tutta tutta sembra un action-movie o una spy-story più che un cinecomic vero e proprio: mettete John McClane o Jason Bourne al posto di Steve Rogers e il film funzionerebbe lo stesso. Ma questa non è una debolezza, al contrario è la forza motrice di tutto il film.”

    Questo film si concentra sull’uomo (tormentato e che vive in un mondo che non sente più suo) invece che sull’eroe ed è qui che è stata vinta la scommessa.

    Per me è il miglior film della saga sugli Avengers fin qui realizzato.

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    1. Riccardo227 ha detto:

      Certo. Sono d’accordo sulla recensione. Il film mi è piaciuto molto, anche se devo dire che solo con personaggi come Captain America era possibile realizzare una sceneggiatura del genere, mentre personaggi come Thor sono molto più cristallizzati e quindi è più difficile effettuare dei cambiamenti.
      Comunque, ti sei accorto della citazione di Pulp Fiction all’interno della pellicola?

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      1. lapinsu ha detto:

        Si si: il versetto di Ezechiele sulla lapide di Fury… Favoloso!

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      2. Riccardo227 ha detto:

        Non è stato un caso, visto che quest’anno sono 20 anni che il capolavoro di Tarantino è uscito nelle sale! Una genialata che solo la Marvel poteva fare

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