Recensione: Tartarughe Ninja

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Genere: Animazione

Regia:  Jonathan Liebesman

Cast: Megan Fox, Will Arnett, William Fichtner, Alan Ritchson, Noel Fisher

Durata: 101 min.

Distribuzione: Universal Pictures

 

 

Le aspettative di questo film non erano altissime. Leggendo tra i produttori della serie, il nome di Micheal Bay risuonava come l’ennesimo blockbuster americano in cerca di guadagno (In parte lo è). Tuttavia i ricordi d’infanzia con le fantastiche e divertenti tartarughe ninja sono emersi non appena il trailer uscì sul web. I pregiudizi, per fruire il film, bisogna accantonarli sempre, e anche questa volta la speranza di vedere qualcosa di diverso ha sovrastato la paura di rovinarsi (ancora una volta) parte della memoria infantile. Tartarughe Ninja, la pellicola diretta da Jonathan Liebesman, è riuscito in qualche strano modo a convincerci che il giudizio di un film può stare nel mezzo.

Il lavoro infatti non si può detestare, per due ragioni molto semplici: la caratterizzazione delle tartarughe e la regia. Michelangelo, Raffaello, Donatello e Leonardo sono stati resi, grazie alla performance capture, in maniera talmente realistica da farli sembrare veri. Non solo è apprezzabile la costruzione tecnica dei protagonisti, ma si può anche evidenziare come questi siano ben trattati anche dal punto di vista della personalità: Raffaello è quello più impulsivo mentre Michelangelo (il migliore) è quello più esilarante; Donatello invece rappresenta il personaggio più ingegnoso, mentre Leonardo raffigura la razionalità. Per quanto riguarda la gestione del film, le scene d’azione sono veramente ben girate, apprezzabili dall’inizio alla fine, come quella nella seconda parte nella quale i personaggi lottano con tutte le loro forze nei pressi delle montagne. Per quanto riguarda le enormi pecche visibili nel film, il tutto potrebbe essere riassunto in un nome: Megan Fox. Il suo personaggio è superficiale, privo di emozioni, tanto da sperare che durante la visione ci sia un cambio immediato di scena. È inespressiva, e non aiuta per niente a portare il personaggio verso un approfondimento delle sue caratteristiche principali. Inoltre, pur di far coinvolgere la protagonista (April O’Neil), hanno stravolto radicalmente la storia originale, soprattutto per quanto riguarda il personaggio di Splinter, che crescerà le tartarughe nelle fogne. L’ultima considerazione riguarda gli antagonisti. Shredder, il famigerato criminale che ha messo in subbuglio tutta New York City, è reso in maniera assurda dall’uso di armi a dir poco stravaganti. Si può dire che questo film può essere un buon modo per intrattenere i ragazzi (soprattutto grazie alle battute geniali di Michelangelo), ma niente di più.

Voto: 2,5 su 5

Il trailer

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