Recensione: Il ragazzo invisibile

Il ragazzo invisibile

Genere: Fantascienza

Regia:  Gabriele Salvatores

Cast: Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Christo Jivkov, Noa Zatta

Durata: 100 min.

Distribuzione: 01 Distribution

 

 

Molti lo hanno definito un film “coraggioso”. In parte è vero, se si analizzano le caratteristiche attuali dell’industria cinematografica italiana. Negli anni che si sono susseguiti, a nessuno è mai venuto in mente di portare sul grande schermo un prodotto che non sia una solita commedia o un film d’autore per una cerchia ristretta di persone. Nulla da criticare sulle scelte fatte in precedenza, visto che almeno in questi ambiti sono usciti dei lavori davvero affascinanti dal punto di vista formale e tematico (come l’ultimo di Pif o quello di Sorrentino, tralasciando le polemiche che sono scaturite dopo l’Oscar). Il termine “coraggioso” è tuttavia ristretto per l’ultimo film di Gabriele Salvatores Il ragazzo invisibile, per una ragione molto semplice. Al di là del fatto che questo film ha certamente scardinato un tabù davvero resistente (secondo cui i comic movies sono superficiali, privi di significato e adatti al solo pubblico giovanile, e dunque appare privo di utilità procedere con la produzione di un progetto cinematografico di questo tipo), in questo caso più che il coraggio, è l’ingegno a garantire la buona riuscita del film.

I rischi di incappare in errori non erano un miraggio (e in parte dal punto di vista della sceneggiatura, nella seconda parte la storia ha subito una netta accelerazione, affievolendo la qualità complessiva della narrazione), ma dietro la macchina da presa c’era Salvatores, e la pellicola dal punto di vista tecnico ha dell’incredibile. Le vicende del giovane Michele, deriso dai propri compagni di classe ma che scopre il potere di diventare invisibile, sono raccontate dal regista con uno sguardo intimo, raccontando l’adolescenza nelle sue sfumature più variegate. Il ragazzo deve fare i conti non solo con la classe, vittima del bullismo di due compagni di classe che fanno di tutto per emarginarlo, ma anche con il rapporto non proprio liscio con la giovane Stella, la ragazzina della quale è innamorato. Tutto ciò viene ulteriormente complicato dalla scoperta di questo potere, che per la prima parte diventa per Michele un problema non di poco conto. Il rapporto con l’invisibilità è uno dei temi più approfonditi in questo film, non solo in termini “fantascientifici”, ma anche dal punto di vista psicologico, visto che già dalle prime sequenze il giovane, ignaro di possedere quel potere, ha la sensazione di essere impercettibile agli occhi dei suoi compari e di Stella, che si accorge di lui solo nei momenti più imbarazzanti, ma che inizia ad instaurare un rapporto solo nelle occasioni più paradossali: nel momento in cui lui è invisibile. Il ragazzo invisibile mette in campo anche la maturazione del personaggio, che all’inizio usa l’invisibilità per vendicarsi delle malefatte dei suoi compagni (con scene davvero molto divertenti) ma che con il passare del tempo non solo comprende il peso e le difficoltà fisiche nel gestire un potere così forte, ma capisce le responsabilità che si deve assumere nell’utilizzarlo con razionalità, soprattutto quando il mistero inizia a celarsi all’interno della tranquilla città di Trieste. Nel complesso, è un film adatto a tutti, dai bambini desiderosi di essere grandi ai grandi che voglio rivivere la propria giovinezza con leggerezza e fantasia.

Voto: 3,5 su 5

Il trailer

Il video dell’incontro con la produttrice Francesca Cima e il cast del film (Ludovico Girardello e Filippo Valese).

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. pantomeme ha detto:

    Bella recensione. A parte tutto trovo sia un film bellissimo, e molto adatto ad un pubblico di adolescenti… che non è poco!

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    1. Riccardo227 ha detto:

      Grazie. Hai ragione. È un film adatto a tutti. La regia è fantastica. Salvatores ha fatto davvero un buon lavoro. Per non parlare della colonna sonora. I ragazzi scelti che ci hanno lavorato sono stati davvero bravi.
      Continua a seguirci. 😉

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  2. lapinsu ha detto:

    Ho scoperto l’esistenza di questo film pochi giorni fa. Mea culpa.
    Tuttavia ne ho letto da subito un gran bene e la tua recensione non fa che confermare l’ottima impressione che ne avevo colto.
    Di sicuro, in questi giorni dove le sale cinematografiche sono invase da cinepanettoni o da nani coi piedi grossi, questo film di Salvatores e l’ultimo di Fincher sono l’ultimo baluardo per chi ancora vuole usare il cervello quando va al cinema.
    Spero di fare in tempo a beccarlo, altrimenti aspetterò trepidante il dvd.

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    1. Riccardo227 ha detto:

      L’impressione è stata positiva. Come ho scritto, nella seconda parte la storia è stata un pò sbrigativa, ma dal punto di vista formale, sono rimasto molto colpito. Approfitto ora per precisare una cosa che non ho scritto. La fotografia è azzeccata al contesto di Trieste. I colori freddi, con poche tonalità, rispecchiano appieno il clima della città. La regia di Salvatores fa tutto il resto.

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  3. gianni ha detto:

    una domanda: è adatto anche per bambini di 7/8 anni alla prima vera esperienza di cinema che non sia un cartone della pixar? grazie per la risposta

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    1. Riccardo227 ha detto:

      Salve Gianni. Io lo consiglierei. Ma vedendo l’età (7/8 anni), siamo proprio al limite. Forse è ancora un po’ prematuro, ma per andare sul sicuro, Big Hero 6 sarebbe l’ideale per quella fascia d’età.

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  4. Ivan ha detto:

    Lo ammetto: lo aspetto con poca fiducia! La tua recensione è una speranza!

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    1. Riccardo227 ha detto:

      E’ stata una bella sorpresa. Questo vuol dire che, se si vuole, le cose si possono fare. La strada è ancora lunga, ma è un buon inizio 🙂

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  5. Raffaella ha detto:

    Penso che la tua Recensione sia davvero ottima,perchè fa capire bene lo svolgersi del film,complimenti!:)

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    1. Riccardo227 ha detto:

      Grazie mille Raffaella! 🙂

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