Recensione: The Babadook

The-Babadook-PosterGenere: Horror

Regia: Jennifer Kent

Cast: Essie Davis, Noah Wiseman, Daniel Henshall, Hayley McElhinney, Barbara West

Durata: 95 min.

 

 

 

Samuel, assieme a sua madre Amelia, vive in una piccola città australiana. Senza un padre che si prende cura di lui, il bambino ha un infanzia davvero dura: viene emarginato dai suoi amici, e questo, naturalmente, provoca in lui seri problemi psicologici. Diventa violento, ma non è una violenza bruta. È uno strumento per difendersi dal mondo circostante, che non comprende le sue paure e i suoi pensieri. Come se non bastasse, la madre Amelia, nonostante il lungo tempo passato, non riesce a riprendersi dal lutto. Prende psicofarmaci per dormire, e l’effetto è talmente devastante da portarla a estraniarsi completamente da mondo. Ciliegina sulla torta, un libro: Mister Babadook. Un racconto oscuro su una creatura spaventosa, che nel cuore della notte si diverte a terrorizzare chiunque si trovasse nelle sue vicinanze. Ba-ba-ba, dook, dook, dook. Questo è il rumore del mostro che, all’interno di un armadio, di notte, tormenta l’anima del giovane. Nonostante la madre continui a nasconderlo agli occhi del bambino, il libro costantemente ricompare, portando con sé una tensione che cresce a dismisura inglobando le menti dei protagonisti.

thebabadook 2

Difficilmente un horror riesce a portare così tanta inquietudine. Negli ultimi anni, moltissimi registi tentano di sorprendere il pubblico con effetti speciali eccessivi con il solo scopo di trasgredire la quotidianità della vita. Il primo a perderci è solitamente il contenuto, la storia, che viene tralasciata al suo destino al posto di un (eccessivo) uso del paranormale e di violenza gratuita. Questo non è tuttavia il caso di The Babadook, il film di Jennifer Kent, in concorso al recente Festival di Torino. La bellezza di questo lavoro sta nella lenta trasformazione stilistica e contenutistica del film. Da una prima parte drammatica, che racconta le difficoltà della famiglia a seguito della scomparsa del padre, si passa a una fase più psicologica, tipica degli horror anni ’70, dove l’obiettivo era perlopiù spaventare, non impressionare il pubblico con il sangue che fuoriesce come un fiume in piena durante una tempesta. Di rado si vedono film di questo genere, che traumatizzano lo spettatore in maniera così imponente. La forza di questa pellicola sta infatti nell’autenticità stessa del racconto. Nulla di paranormale (a parte il mostro). La verosimiglianza della storia certamente aiuta a immedesimarsi psicologicamente nei protagonisti, i quali non solo devono fare i conti con un peso così doloroso come il lutto, ma devono lottare anche con l’instabilità che il mostro porta nelle loro vite, tanto da modificare notevolmente la loro natura. Alcuni cliché rimandano ai classici del cinema. Uno che naturalmente rimane impresso è il rimando a Shining, in particolare alla celebre scena di Jack che infrange la porta con l’ascia. Il rinvio sta soprattutto nella somiglianza negli sguardi privi di vita tra il protagonista interpretato da Nicholson e Amelia, interpretata magistralmente da Essie Davis. The Babadook, nel complesso, è uno dei pochi horror che si salvano nel panorama cinematografico odierno, capace di scuotere il cuore della gente fino alla fine. Il che non è poco.

Voto: 3,5 su 5

Il trailer:

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