Recensione: Mud

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Genere: Drammatico

Regia: Jeff Nichols

Cast: Matthew McConaughey, Reese Witherspoon, Michael Shannon, Sam Shepard, Sarah Paulson, Ray McKinnon, Joe Don Baker, Tye Sheridan

Durata: 130 min.

Distribuzione: Movies Inspired

 

Recensione di Francesco Lughezzani di Seesound

L’opera terza del giovane regista americano Jeff Nichols, ha corso per la Palma d’oro a Cannes 2012 ed è stata distribuita in Italia nell’agosto 2014, è uno dei film indipendenti statunitensi della stagione passata più premiato e interessante, passato in Italia quasi in sordina, e riscoperto poi negli ultimi mesi grazie alla sua diffusione in lingua originale nel circuito dei cineclub e cineforum.

Il film racconta del rapporto di collaborazione e amicizia che nasce tra Ellis e Neckbone, due quattordicenni di DeWitt, in Arkansas, e Mud, un uomo in fuga, nascosto in un’isola persa nella piana alluvionale del fiume Mississippi. Mud sta scappando da un gruppo di cacciatori di taglie, che lo inseguono per punirlo dell’omicidio di un giovane texano, di cui si era vendicato per aver picchiato a sangue Juniper, la sua donna, che ora sta aspettando nascosto sull’isola.Mud

La fotografia di Adam Stone offre una splendida visione di un paesaggio acquatico, ipnotico e di grande bellezza, che seduce lo spettatore ed è la base su cui poggia l’intera atmosfera del film. Il mondo in cui vivono e si muovono i personaggi del film è selvaggio, lambito dalle acque, nel quale gli uomini si sono abituati ad una vita anfibia, circondati da una natura affascinante e spietata. Una delle scelte sicuramente più apprezzabili è quella di prediligere la luce naturale, e di rispettare e filmare anche il buio, le sfumature di luce del tramonto, i guizzi delle fiamme sui volti degli attori.

L’interpretazione offerta dal cast è sicuramente notevole, a partire dai due giovanissimi protagonisti, Tye Sheridan (Tree of life, Joe) e Jacob Lofland, capaci di raggiungere diverse sfumature espressive con sorprendente naturalezza. Quello che non convince è come vengono presentati dalla regia. Non sembrano due ragazzi di quattordici anni, se non in una breve sequenza del finale. Sulla scena si comportano con la sicurezza che neanche gli adulti del film sembrano avere. Sebbene questo costituisca una precisa scelta del regista, contribuisce negativamente a svelare i meccanismi della finzione cinematografica e contrastare con la ricerca, almeno sul piano formale, di realismo.

Questa scelta rientra poi in un evidente difetto diffuso del cinema contemporaneo: non voler raccontare la vita dei adolescenti dal loro punto di vista, ma mostrarli come delle caricature di adulti. Questa caratteristica è rafforzata anche dalla totale assenza dei genitori, che sono completamente estranei o assenti dalla vita dei figli, passivi spettatori della totale libertà decisionale dell’adolescente e dell’azione scenica. L’unica evidenza della giovane età di Ellis e Neckbone è il modo in cui viene presentato il personaggio interpretato da Matthew McConaughey, visto come un eroe romantico in fuga per il suo amore disperato, che appare idealizzato da una mente fresca e ancora ingenua.

Anche la prova di Matthew McConaughey si rivela all’altezza delle sue ultime produzioni, l’interpretazione è efficace nel presentare un personaggio tormentato e randagio, anche se facilmente riconducibile ad altri suoi ruoli, come quello di Rust in True Detective. Si spera che l’attore, recentemente diventato uno dei più ricercati dal cinema indipendente, non cada nell’errore di molti suoi colleghi, ovvero crearsi una maschera fissa da riproporre più volte, se non sempre, sullo schermo (Johnny Depp è l’esempio più evidente).

Il film è partito con un budget di dieci milioni di dollari, e tuttavia presenta un cast eccezionale, ricco di attori premi oscar, tra cui Reese Witherspoon. Anche i comprimari sono di razza, uno fra tutti Sam Shepard, che ormai può essere annoverato tra i grandi vecchi del cinema americano (club di ottuagenari capeggiato da Clint Eastwood).

La sceneggiatura è efficace nel descrivere l’incontro e la solidarietà tra varie generazioni di “diversi”, uomini romantici, che si innamorano di una donna illudendosi che sia l’unica, e credendo di essere gli unici per lei. La violenza (non solo fisica) dei rapporti e il consumarsi della vendetta però saranno di lezione a Mud ed Ellis, e porteranno alla crescita dei personaggi, al superamento dell’illusione. Lo schema è quindi quello collaudato dell’incontro inaspettato che sconvolge e porta allo sviluppo narrativo e alla crescita del protagonista.

Nel complesso Mud rimane un film dal solido impianto narrativo, la cui messa in scena drammatica coinvolge lo spettatore, e pur con i suoi difetti rimane una delle storie di formazione più coinvolgenti viste nel 2014.

Il trailer

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