Recensione: Ex Machina

ex_machinaGenere: Fantascienza

Regia: Alex Garland

Cast: Domhnall Gleeson, Oscar Isaac, Alicia Vikander, Sonoya Mizuno, Chelsea Li

Durata: 108 min.

Distribuzione: Universal Pictures

 

 

Caleb Smith è uno dei programmatori più promettenti dell’azienda. La sua bravura nel campo dei software viene subito premiata da parte del fondatore Nathan Bateman, il quale lo invita a partecipare al progetto che lui stesso sta portando avanti. Dopo un lungo viaggio in elicottero, Caleb si trova davanti a un caso incredibile: il lavoro che Nathan sta realizzando riguarda un IA, un’intelligenza artificiale in grado di interagire con l’essere umano. Il suo scopo è, dunque, di comprendere se c’è davvero una coscienza all’interno di questa macchina, attraverso delle analisi cognitive (per molti conosciute come il celebre test di Turing) composte da precise domande e risposte che Ava (questo è il nome del robot) dovrà eseguire. Tuttavia con il passare dei giorni Caleb, osservando i comportamenti di Nathan e i continui blackout elettrici all’interno della struttura, nota qualcosa che non va in quel progetto, ritienendo che ci sono alcuni segreti che il fondatore dell’azienda vuole totalmente nascondere.

Ex-Machina

 

Ex Machina, primo lavoro da regista di Alex Garland (sceneggiatore di 28 giorni dopo), cerca di tornare su tematiche che moltissimi altri film hanno trattato (da Io robot, Terminator al meno recente Blade Runner): il rapporto tra l’uomo e la macchina. In particolare, la pellicola vuole affrontare il complesso confine che la scienza non può sottovalutare: fino a che punto la tecnologia può sostituire la natura? Questo quesito è spesso al centro della maggior parte dei film fantascientifici che riguardano gli androidi, e il rischio è quello di mostrare elementi già visti. In parte è così, visto che è davvero difficile trovare elementi davvero originali senza uscire dal tema. Ex Machina aggiunge qualcosa di odierno, come la scelta di ricondurre la mente di Ava al network collegato dal motore di ricerca dell’azienda, inglobando tutti i pensieri e le espressioni degli esseri umani che usano Internet e i Social Network all’interno della macchina, in modo in cui non serve alcun tipo di apprendimento. Quello che tuttavia si apprezza di questo film è che tutto ciò che Ex Machina mostra è funzionale alla storia, senza aggiungere elementi scollegati all’interno della narrazione (con l’unica eccezione di una scena di ballo alquanto superflua e priva di senso): dalle varie sedute tra Caleb e Ava alla crisi psicologica di Nathan, in preda all’alcol per tutta la settimana visto il peso e la responsabilità di questo progetto. Anche l’uso limitato del CGI è direttamente collegato allo scorrere del flusso narrativo, il quale si concentra su dialoghi e su pensieri sull’effettiva superiorità dell’uomo sui vari robot e sull’ipocrisia dell’individuo di avvicinarsi ad aspetti divini grazie alla creazione e alla clonazione. Tutto ciò è alimentato da una regia davvero curata di Garland, proponendo una continua contrapposizione tra la natura (rappresentata dai paesaggi mozzafiato delle foreste e delle montagne circostanti) e la tecnologia (simboleggiata dalla struttura altamente sofisticata di Nathan). Il tutto condito da una giusta dose di tensione nella seconda parte del film, dove tutti i nodi vengono al pettine. Ex Machina è uno dei pochi film che mischiano fantascienza e psicologia con il giusto equilibrio. Quello che manca, tuttavia, è il coraggio di approfondire maggiormente sia i personaggi, sia questa complessa diatriba, aggiungendo elementi più originali e spunti di riflessione inerenti al contesto contemporaneo.

Voto: 3 su 5

Il trailer

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. lapinsu ha detto:

    anche io ho avuto la tua stessa impressione: bello ma non bellissimo.
    per altro lo vidi sub-ita e mi sono ripromesso di vederlo doppiato, magari mi trasmette qualcosa in più 😦

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    1. Riccardo227 ha detto:

      Esatto. Il film ha buone intenzioni. È molto ben girato e propone tematiche per nulla scontate. Mi aspettavo qualche approfondimento in più, visto che il film si presentava come un racconto fantascientifico con tratti più psicologici.

      Piace a 1 persona

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