Recensione: Beasts of No Nation

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Genere: Drammatico

Regia: Cary Fukunaga

Cast: Idris Elba, Ama Abebrese, Richard Pepple, Abraham Attah

Durata: 136 min.

Distribuzione: Netflix

Agu è un giovane ragazzo nel pieno dell’età infantile. Pur vivendo in una condizione precaria, non si perde d’animo, divertendosi con i suoi amici e combinando alcune marachelle in casa. Purtroppo per lui le notizie dal suo paese non sono per nulla positive, dal momento che le milizie del Governo nigeriano hanjo commesso un grave colpo di stato, imponendo un regime sanguinario dove ogni libertà e ogni diritto viene completamente rimosso. In uno di quei giorni, il giovane Ago è come costretto a scappare dalla città prima dell’arrivo delle milizie, ma durante il cammino viene catturato dai ribelli, obbligandolo a un duro addestramento per poi combattere al loro fianco in una guerra civile senza esclusione di colpi.

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Carg Fukunaga, per molti conosciuto come il regista della fortunata serie tv True Detective, in Beasts of No Nation non lascia spazio a interpretazioni. Questa è la guerra, e non ci sono bandiere che possono giustificare una simili barbarie. Non ci sono buoni ne cattivi in questa a storia. Solo sopravvissuti, divenuti poi, come sottolinea il titolo stesso del film, degli animali senza nazione, incapaci più di stabilire un contatto emotivo con l’altro. Come macchine, obbediscono agli ordini senza battere ciglio. Ma la parte davvero incredibile di questa opera sta nella trasformazione del personaggio di Agu, da un bambino dalla creatività inestimabile e dalle mani candide a un ragazzo che è stato obbligato a crescere subito, lasciando alle spalle la purezza e la leggerezza tipica dell’infanzia. Il tutto viene impacchettato dalla regia magistrale di Fukunaga, il quale con incredibile realismo racconta quella vicenda con assoluto distacco, lasciando che siano gli eventi a parlare. Piani sequenza mischiate da inquadrature con la macchina da presa in spalla garantiscono a Beasts of No Nation di ricreare quei momenti di assoluta tensione durante i conflitti a fuoco, quasi se fossero in una diretta televisiva. Gli attori completano l’opera con interpretazioni ottimali di Idris Elba e del giovane Abraham Attah. Il film, in conclusione, insegna come l’odio e la crudeltà siano frutto dei rapporti tra gli uomini, sottolineando come anche quei “mostri” erano in precedenza individui; possedevano un’anima, ma soprattutto un cuore che batteva incessantemente verso le persone che più amavano. Su questo, una grossa riflessione sarebbe cosa gradita.

Voto: 3,5 su 5

Il trailer

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Nancy Aiello ha detto:

    Quindi è da vedere..ma è troppo cruento?

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    1. Riccardo227 ha detto:

      Ci sono alcune scene abbastanza forti. Ma ormai abbiamo gli anticorpi per sopportare tutto, viste le immagini che ci sono in tv

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  2. Ivan ha detto:

    Ciao bella recensione! Ti avviso che ho aperto un nuovo sito che spero gradirai: http://www.thecinemacompany.it! Mi sono trasferito lì e attendo visite 🙂

    Piace a 1 persona

    1. Riccardo227 ha detto:

      Grazie mille! Sarà fatto. Ti verremo a trovare! 😉

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