Recensione: The Program

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Genere: Biografico

Regia: Stephen Frears

Cast: Ben Foster, Chris O’Dowd, Dustin Hoffman, Lee Pace, Jesse Plemons

Durata: 105 min.

Distribuzione: Videa

 

 

Chi non conosce la storia del leggendario Lance Armstrong, il ciclista americano capace di vincere 7 Tour de France consecutivi dal 1999 al 2005? Nessuno. Anche chi non ha la passione per le due ruote, sicuramente conosce la storia di questo atleta. Allora i media internazionali lo descrivevano come l’uomo capace di sconfiggere il cancro e risalire in sella più forte di prima, con la fame di vittoria e la voglia di riscatto per quei giorni passati in ospedale a combattere la malattia. Armstrong ha catturato il cuore dei cittadini americani e non solo, portando in auge l’immagine del campione pulito e con il cuore che pulsa per il prossimo, tanto da creare Livestrong, una fondazione che supporta i pazienti malati di cancro.

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Sembrava essere la tipica favola da raccontare ai bambini. Un uomo che combatte ogni tipo di insidia e che sconfigge il mostro incontrato nel suo cammino, ottenendo così la redenzione e la fama dell’eroe invincibile. La Storia parla diversamente, e Stephen Frears, regista di Philomena e di The Queen, non deve far altro che prendere atto e raccontare il vero Lance Armstrong. The Program porta al cinema l’imbroglio, la menzogna di un uomo che voleva solo vincere, e per arrivare a quell’obiettivo era disposto a qualsiasi cosa. La scelta tecnica di contrapporre allo stesso tempo ciò che è pubblico, manifesto (le vittorie, la passione dei suoi sostenitori, la lotta con il cancro) con i segreti che sono stati nascosti fino al 2013 (il doping, il rapporto con il medico Michele Ferrari), ha determinato una “demitizzazione” del self-made man. Ad Armstrong viene tolta la maglia gialla dell’onestà, della legalità per lasciar posto a un sistema sporco e corrotto, dove un ciclista per far parte del gruppo doveva accettare quel programma senza battere ciglio. L’interpretazione di Ben Foster qui è fondamentale nel dare il giusto peso alle parole e alle azioni dell’atleta. Più volte viene sottolineato nel film la recita che il ciclista eseguiva per essere credibile davanti alla stampa, affermando più volte di non essere mai trovato positivo ai test anti-doping. Vengono poi mostrati i raggiri per non risultare dopato agli organizzatori e le intimidazioni usate dalla squadra di Armstrong ai giornalisti e ai corridori che iniziavano a parlare, perché questo minava all’integrità del ciclismo, quando proprio questo sistema stava portando a fondo uno sport da tempo basato proprio sull’integrità dell’atleta. Nel complesso, The Program rappresenta un film tecnicamente ben costruito,  restituendo cronologicamente e in chiave cinematografica la parabola del campione, anche se non raggiunge l’intensità che spesso il regista ci ha regalato nei suoi precedenti lavori.

Voto: 3 su 5

Il trailer

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