Recensione: ’71

'71-Yann-Demange-PosterGenere: Drammatico

Regia: Yann Demange

Cast: Jack O’Connell, Sean Harris, Sam Reis, Paul Anderson, Charlie Murphy

Distribuzione: StudioCanal (inedito in Italia)

 

 

 

’71 di Yann Demange è una storia di violenza e sopraffazione, ambientata nella Belfast degli anni Settanta, nel pieno del conflitto civile in Irlanda del Nord, ed ha per protagonista la giovane recluta britannica Gary Hook, interpretata da Jack O’Connell, recentemente visto nell’ultimo lungometraggio diretto da Angelina Jolie Unbroken, e vincitore del Premio Chopard per la migliore rivelazione al Festival di Cannes 2015. Il lungometraggio segue la fuga disperata del soldato, che a seguito di alcuni disordini nel reprimere le proteste e gli scontri tra cattolici e protestanti fedeli alla corona inglese che sfociano in una sommossa popolare, viene abbandonato dai commilitoni sul campo, e cerca di sfuggire alla rappresaglia nordirlandese, che tuttavia non rappresenterà per lui l’unica minaccia.
La fotografia di Tat Radcliffe ci mostra uno scorcio anonimo di uno dei sobborghi di Belfast, all’interno del quale si muove il protagonista, fuggendo, ansimando, seguito spesso dalla telecamera a mano, particolare che conferisce una patina documentaria al film, ricordando un filmato amatoriale, un reportage di guerra.
La caratteristica più significativa del film è la sua capacità di trasportare lo spettatore in un mondo di precarietà e violenza, potendo far conoscere un periodo della storia irlandese estremamente sanguinario e tragico, approfondendo la parte più drammatica del conflitto in Irlanda del Nord, nel periodo conosciuto come The Troubles. In uno scenario come questo le strade sono vuote o devastate, il coprifuoco regna sulle ore notturne, la giustizia viene amministrata sommariamente con metodi terroristici, e la messa a nudo di ottusità e fanatismo non viene risparmiata ad alcun schieramento politico o religioso.

'71-Yann-Demange
Jack O’Connel braccato dall’IRA e dall’MRF

L’interpretazione del cast, a partire dal protagonista Jack O’Connell, si rivela efficace nel rappresentare la problematica convivenza fra cattolici nazionalisti e protestanti lealisti, ed ha il pregio di non accompagnare lo spettatore a schierarsi, o a parteggiare per una specifica fazione: rimane piuttosto una pellicola di documentaria neutralità, che impone la sopportazione di una continua violenza, praticata da ogni schieramento, senza risparmiare una spietata critica all’esercito britannico, come ai nazionalisti, ed infine agli ambigui lealisti, di cui verso la fine si fatica a seguire le trame. Sean Harris, nei panni del capitano Browning offre un’ottima interpretazione, nel rappresentare la corruzione e le paradossali trame doppiogiochiste all’interno della Military Reaction Force.
Il difetto maggiore del film è la carenza di ritmo narrativo e la ripetitività della sceneggiatura. Le immagini possono colpire lo spettatore per la loro crudezza, ma la narrazione rimane sottotono, impedendo al film di coinvolgere lo spettatore. Il soldato Hook muovendosi e nascondendosi per la maggior parte del film rappresenta il principale nucleo narrativo, che ben presto rivela la sua ripetitività e fragilità.
’71, film d’esordio di Yann Demange, al di là dei suoi limiti, rappresenta un’ottima occasione, specialmente per il pubblico italiano, per conoscere le contraddizioni di un periodo storico così vicino a noi, e per capire molti aspetti dell’attuale situazione politica in un paese che rimane tutt’ora ferocemente diviso.

Voto: 3 su 5

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