Recensione: Spectre (visto da Riccardo)

spectre_1Genere: Azione

Regia:  Sam Mendes

Cast: Daniel Craig, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Ben Whishaw, Naomie Harris, Dave Bautista, Christoph Waltz, Monica Bellucci

Durata: 148 min.

Distribuzione: Warner Bros.

 

 

L’agente 007 James Bond torna in azione a Città del Messico, città tutta in fibrillazione per via dell’importante giornata di festa che accompagnerà la commemorazione dei morti. Tra carri sontuosi e persone vestite con maschere dalla forma scheletrica, Bond ha una missione da compiere per conto dell’agente M, scomparsa nel precedente episodio. Ben presto scoprirà che quel posto e quelle persone che 007 dovrà fermare sono direttamente collegati a una organizzazione chiamata Spectre, che da anni, di nascosto senza che nessuna istituzione governativa ne fosse al corrente, sta escogitando attentati con lo scopo di terrorizzare e prendere il controllo su ogni scelta e azione su scala mondiale.

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Spectre, il secondo film di Sam Mendes sulla saga dedicata al famoso agente segreto britannico, ha l’impressione di essere il capitolo risolutivo della serie con protagonista Daniel Craig (o, quantomeno, la conclusione di un ciclo che durava da quattro film, se ci saranno smentite al riguardo). Come i tentacoli della piovra che contraddistingue l’associazione criminale che Bond dovrà affrontare, i ricordi del passato (dalla morte di M alle vicende di Casinò Royale, Quantum of Solace e Skyfall) affiorano nuovamente nella mente di 007, determinando notevolmente le scelte del protagonista sin dall’inizio del film e andando contro le decisioni prese dal nuovo capo del MI6, Gareth Mallory. Bond tuttavia non è solo, ma sarà accompagnato dalla incantevole dottoressa Swan (Léa Seydoux), compagna di viaggio fondamentale nel corso degli eventi dell’agente segreto con la licenza di uccidere. Tuttavia manca tutto quello che più ha contraddistinto il precedente Skyfall, come una maggiore focalizzazione del personaggio, che mostra al proprio pubblico la sua infanzia, la parte più nascosta e intima della sua esistenza. Di conseguenza, Spectre lascia spazio a una struttura più canonica che da sempre rappresenta il genere spionistico, basata su spettacolo, azione ed esplosioni che ricordano i Bond tradizionali. Questo non vuol dire che c’è stato un peggioramento di fondo; piuttosto è palese un ritorno al passato, dove l’estetica e la forma, così come le nuove tecnologie e le macchine lussuose subordinano una storia che non decolla, nonostante una partenza davvero incredibile (come la parte introduttiva a Città del Messico accompagnata da un piano sequenza davvero ben congegnato). Nulla da dire sul cast: Daniel Craig, Léa Seydoux, Ralph Fiennes e Christoph Waltz riescono a dare spessore ai personaggi, nonostante la sceneggiatura non li aiuti per nulla. Resta un buon film di genere, dalla fotografia e dalla regia impeccabile sia nelle scelte cromatiche, come i passaggi dall’arancio acceso tipico di Roma ai colori freddi tipici dell’Austria, sia nelle scelte delle inquadrature, ma troppo, troppo lontano dal precedente capitolo.

Voto: 3 su 5

La recensione di Mattia

Il Trailer:

 

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