Recensione: Spectre (visto da Mattia)

MV5BMjM2Nzg4MzkwOF5BMl5BanBnXkFtZTgwNzA0OTE3NjE@._V1__SX1194_SY607_Genere: Azione

Regia:  Sam Mendes

Cast: Daniel Craig, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Ben Whishaw, Naomie Harris, Dave Bautista, Christoph Waltz, Monica Bellucci

Durata: 148 min.

Distribuzione: Warner Bros.

 

Mi accosto alla recensione del 24mo Bond dopo aver per lungo tempo letto i commenti più diversi e le opinioni più discordanti. Volutamente non mi soffermerò sulle dinamiche della trama e sugli sviluppi del plot, lasciandole alla visione effettiva del titolo, e cercherò di dare uno sguardo su tutto ciò che gravita nel film ed intorno al film. Il nuovo capitolo griffato Sam Mendes (dopo il riuscito Skyfall) punta sugli stilemi classici del Bond più tradizionale: sequenze spettacolari, esplosioni fragorose, corpo a corpo all’ultimo respiro, licenze evidenti sul realismo, auto di grossa cilindrata e vodka martini agitati, non mescolati. Sam Mendes ha il pregio di avvicinare una saga che ha oltre cinquant’anni (la più longeva nella storia del cinema) ai gusti contemporanei rimescolando retrò e novità, trovando gusto nel citazionismo spinto (da Licenza di uccidere a Vivi e lascia morire, da Si vive solo due volte a Goldeneye) che si nutre di se stesso (autoalimentando il mito di 007) muovendosi su binari collaudati di intrattenimento con una venatura di autorialità senza presunzione. Un piano sequenza notevole apre le danze in quel di Città del Messico in occasione della festa dei defunti, che non è altro che un pretesto per un incipit dal ritmo serrato e mozzafiato, con sparatorie, inseguimenti e crolli rovinosi di stabili. la-et-mg-daniel-craig-rome-spectre-injured-car-chase-20150226Non è altro che il preludio alla apprezzabile “Writing on the wall” di Sam Smith (forse non una delle migliori colonne sonore della saga ma senza dubbio aderente all’atmosfera bondiana) e allo svolgersi delle vicende dell’agente più famoso al mondo. Un cast di stelle puntella l’ennesimo investimento monstre per un prodotto cinematografico, con Lea Seydoux nei panni della bionda bond-girl, Christoph Waltz nella parte del villain, Ben Whishaw fedele Q, Ralph Fiennes nuovo M dopo la dipartita di Judi Dench. Ingredienti che vanno aggiunti al marchio ed all’immaginario collettivo che James Bond ha creato nei decenni. Una fotografia ed una scenografia di alto livello ed un ritmo che, per il vero, cala nelle quasi 2 ore e mezza di pellicola, scontando l’intro ipercinetico (ma mai caotico). Il Bond di Mendes conferma di essere un Bond profondamente umano, con le sue sofferenze ed il passato che ritorna con prepotenza. I nemici di un tempo si materializzano nei tentacoli della potente organizzazione criminale Spectre che pianifica stragi ed attentati in mezzo mondo. L’eroe si muove tra Città del Messico, Londra, Roma, Tunisi senza dare troppo peso alla verosimiglianza ed alla credibilità degli spostamenti e dei tempi, ma a Bond è concesso. Ancora dobbiamo realizzare che si è impossessato dell’Aston Martin destinata a 009 che lo vediamo per le strade nel traffico di Roma diretto ad un importante funerale. Una Monica Bellucci molto compassata è la parte sicuramente meno interessante (e meno riuscita) della Città Eterna. Ad un Craig molto fisico si contrappone un Waltz leggermente dimesso e sottotono che pare eseguire il compitino (ci ha abituati a ben altre interpretazioni!). C’è poi l’ironia che ritorna, a tratti, quello humour molto british che ha fatto la fortuna dell’agente doppio zero e c’è l’ascendente irresistibile sulle donne, ormai un must di ogni Bond. Un buon prodotto di intrattenimento che sta incassando (ed incasserà) grosse somme. Per chi ancora deve vederlo attenzione, perché nel 24mo capitolo di James Bond “i morti sono vivi“!

Voto: 3 su 5

Per leggere la recensione di Riccardo clicca qui.

Il trailer del film:

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. MonsieurVerdoux ha detto:

    Sostanzialmente d’accordo come ho scritto sul mio blog. Questo voler essere tornato a una visione più classica di Bond è peró anche il punto debole del film. Peccato perché tecnicamente è forse la migliore pellicola di sempre su 007. Dissento solo su Waltz: l’ho trovato eccezionale come sempre!

    Mi piace

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