Netflix: i film da non perdere

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Prima di entrare nel vivo dell’argomento del post, è doveroso fare una piccola  introduzione (per modo di dire). Dopo circa tre settimane dall’uscita di Netflix in Italia, è giunta l’ora di tirare le somme sul servizio che più sta spopolando nel resto del mondo. Senza entrare in noiosi dettagli tecnici su che cosa sia Netflix (ormai lo sapete, nel caso contrario vi rimandiamo al nostro articolo sull’argomento), il servizio di streaming statunitense propone una ricca offerta di film e serie tv ad un prezzo davvero agevolato.

I dubbi, prima del suo arrivo, si distribuivano su due poli contrapposti: il primo riguardava la connessione per poter usufruire del servizio; il secondo era invece focalizzato contenuti che Netflix proponevano agli italiani. Sul primo punto c’è da stare tranquilli: con una normale ADSL è possibile accedere al servizio senza problemi. La connessione raccomandata è di 1,5 megabit al secondo (0,5 megabit è quella minima richiesta), mentre 5 megabit è la soglia per accedere all’alta definizione.

La nota dolente (quella che sta destando non poche polemiche in rete) è quella relativa alla quantità di materiale disponibile sulla piattaforma. Tutti polemizzano sul fatto che il catalogo statunitense sia più ricco rispetto a quello italiano, senza pensare minimamente che Netflix negli Stati Uniti è disponibile da ben 7 anni, contro le tre settimane italiane. È normale, quindi, che i film e le serie siano maggiori rispetto all’Italia. Un secondo aspetto che rimbalza su internet riguarda la mancanza di film (o serie tv) recenti o che comunque altri servizi offrono. In parte è vero: mancano molti film recenti. Tuttavia, visto il prezzo per nulla dispendioso, Netflix offre una vasta gamma di film, sconosciuti o usciti in pochissime sale in Italia, che meritano certamente una adeguata considerazione (senza poi parlare delle loro produzioni originali). Dunque, in rapporto al prezzo, Netflix offre un buon prodotto  in continuo aggiornamento e in continua espansione, con pellicole che variano dai generi   più impegnati come quelli d’autore, a quelli più leggeri e spensierati.

Dopo questa “piccola” introduzione, volevamo aprire una piccola rubrica sui film che meritano la visione all’interno di Netflix:

Beasts of No Nation (*** 1/2)

È il primo film interamente prodotto da Netflix, presentato alla 72° mostra del cinema di Venezia. Vede come protagonista un giovane ragazzo africano costretto, a causa di una guerra civile in corso in Nigeria, a scappare dalla propria città e a diventare un bambino soldato, con tutte le conseguenze che una guerra civile può provocare. La recensione

Prossima fermata: Fruitvale Station (****)

Premiato al Sundance Film Festival dal pubblico e dalla giuria come miglior film drammatico nel 2013, il film di Ryan Coglier racconta le ultime ore di vita di Oscar Grant, un ragazzo dalla vita tormentata da furti e spaccio di droga, ucciso dalla polizia l’1 gennaio 2009 dopo che uno dei poliziotti, perdendo la testa, gli ha sparato colpendolo dritto al polmone dopo averlo ammanettato. Un film che riflette sulle ipocrisie di un America che basa il proprio diritto sull’uso incontrastato di armi. Un forte monito su una polizia (non tutta) che spesso si allontana dai propri obiettivi, che non usa mezze misure su una popolazione maltrattata ed emarginata come quella afro americana. Film potente, che lascia il segno, senza dubbio.

The Congress (***)

L’ultimo film di Ari Folman (Valzer con Bashir) vede come protagonista Robin Wright che interpreta se stessa, un’attrice in declino che non riesce più a trovare una parte adatta a lei. L’ultima spiaggia è un accordo con la Miramount, che le offre un’ultima occasione per ritornare sullo schermo, ma a una sola condizione: che lei ceda la sua immagine agli studios. Un film che passa da una prima parte girata a una seconda parte tutta in animazione, The Congress mira a mostrare una perdita incessante della propria identità, creando un mondo totalmente surreale, dove ognuno abbandona la propria condizione di insicurezza per lasciare posto a una vita illusoria, falsa, ma che crea piacere.

Going Clear: Scientology e la prigione della fede (****)

Non si poteva non citare questo documentario. Alex Gibney, assieme a Micheal Moore, rappresenta il regista che più di ogni altro non si ferma davanti a niente, andando a scavare nei segreti più profondi  della nostra contemporaneità. Questa volta nel mirino è Scientology, la Chiesa nata dalle pagine di L. Ron Hubbard. Attraverso interviste illustri e testimonianze provenienti dall’interno, Gibney mostra un excursus su tutto ciò che questa Chiesa rappresenta.  La recensione

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Doppia W ha detto:

    Ecco il film su Scientology lo volevo proprio vedere, non sapevo fosse su Netflix, Stasera lo faccio mio!

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    1. Riccardolore ha detto:

      Io l’ho visto al cinema, in quei pochi giorni in cui è passato. Uno dei più bei documentari dell’anno.

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      1. Doppia W ha detto:

        Magari torno a commentarlo dopo!

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      2. Doppia W ha detto:

        Ho appena iniziato a vederlo spinta dalla curiosità, appena finisco passo a leggerlo!

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