Recensione: Star Wars – Il risveglio della forza

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Genere: Fantascienza

Regia: J.J. Abrams

Cast:  Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill,  John Boyega, Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, Andy Serkis, Lupita Nyong’o

Durata: 136 min.

Distribuzione: Walt Disney Pictures

 

 

Tanto tempo fa… in una galassia lontana lontana. Da quel momento in poi, si abbandona il mondo terreno per tornare in quello stellare creato da George Lucas. Nel 1977 l’autore ideò una storia che andò oltre alle sue aspettative, forgiando nell’occhio dello spettatore (e ora fan incallito della serie cinematografica) un immaginario capace di trascendere il tempo limitato ed effimero della pellicola. Ora a gestire questo enorme fardello è J.J. Abrams, autore di Lost, di Super 8 e dei primi due (riuscitissimi) remake di Star Trek. Star Wars: il risveglio della forza si apre con la notizia che Luke Skywalker, il protagonista della prima trilogia, è scomparso senza lasciare alcuna traccia nella galassia (per essere precisi tutto si trova nei titoli di testa, giusto per non essere accusati di spoiler); non solo è ricercato dal Primo Ordine, organizzazione nata dalle ceneri dell’Impero e guidata dal malvagio Kylo Ren, dal momento che è l’unico rimasto della stirpe dei Jedi, ma rappresenta per la Resistenza capitanata dalla generale (non più principessa) Leia la chiave per riportare la pace nell’universo.

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Chi per diffidenza, chi invece per una fiducia incontrastata per J.J. e il suo staff, Star Wars ha generato un’attesa senza precedenti. Si attendeva da tanto l’arrivo nelle sale cinematografiche di una nuova avventura tra le stelle, e su questo punto, bisogna dire che i fan sono stati pienamente accontentati. Il clima che si percepiva nel primo episodio sono stati pienamente proposti in quello odierno, grazie alla scelta azzeccata di bilanciare con assoluta precisione la rigidezza e il realismo di alcuni paesaggi presenti nella pellicola, con il dinamismo e la plasticità del CGI. Questo è un punto di forza da non sottovalutare, visto che le odierne tecnologie possono ora riproporre e creare con semplicità qualsiasi elemento scenico da sovrapporre all’interno della storia. La scelta è stata di non distaccarsi con le atmosfere e le sensazioni del passato, ma gli omaggi di Abrams a Lucas non finiscono qui. I rimandi a Una nuova speranza ci sono, eccome, e non riguardano solo l’aspetto formale. La storia della protagonista Rey, interpretata da Daisy Ridley, è molto simile a quella di Luke: entrambi partono da un mondo desolato, desertico, e si trovano in men che non si dica a dover lottare per la salvezza dei propri cari e di se stessi. Anche Finn, pur provenendo da una situazione  differente, si trova a dover affrontare qualcosa di inaspettato e allo stesso tempo incredibile, come l’incontro con le “leggende” del passato Han Solo e Chewbacca, i quali “ritornano finalmente a casa” nella loro Millennium Falcon che continua ancora a sfrecciare nello spazio nonostante sia (per gli altri, sia chiaro) solo un vecchio rottame. Tuttavia gli aspetti che più vanno all’occhio è la vicinanza tra le narrazioni sotto l’aspetto estetico, dai riferimenti scenografici alla regia, che mischia con consapevolezza lo stile dinamico di Abrams con lo stile lento, a tratti fotografico di Lucas. Non molto convincenti alcune parti di sceneggiatura, in certi casi troppo sbrigativa (in particolare nella seconda fase del film), e il villan interpretato da Adam Driver, costretto a mettersi a confronto con un cattivo diventato leggenda come Darth Fener. Per il resto, Star Wars episodio VII rappresenta un vero e proprio ringraziamento del regista al proprio ispiratore, un film che prende spunto al passato, ma con uno sguardo diretto al futuro, visto che tutto quello che per molti sembrava essere solo un mito, in realtà, come dice Harrison Ford, “è tutto vero”. E dobbiamo credergli.

Voto: 3,5 su 5

Il trailer

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Blackgrrrl ha detto:

    forse sarò una voce fuori dal coro, ma Kylo Ren è interessante come villain perché pur sembrando un comune wannabe, a prima vista, è completamente frustrato e fuori controllo e mi incuriosisce vedere cosa succederà con episodio VIII

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    1. Riccardolore ha detto:

      Certo. Forse il mio giudizio è troppo sbrigativo. Bisognerà verdere tutta la trilogia nel suo complesso. Il mio paragone era nei confronti dell’altro villain, che secondo me l’ho trovato più curato rispetto a questo. Non mi ha impressionato più di tanto, anche ognuno vede il film con occhi diversi.

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  2. followmeimlost ha detto:

    Ciao!! Scusate ma chi è Rey?

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    1. Riccardolore ha detto:

      È la protagonista che aiuterà la Resistenza interpretata da Daisy Ridley. Più non posso dirti.

      Mi piace

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