Recensione: Dio esiste e vive a Bruxelles

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Genere: Commedia

Regia: Jaco Van Dormael

Cast:  Pili Groyne, Benoît Poelvoorde, Catherine Deneuve, François Damiens, Yolande Moreau.

Durata: 113 min.

Distribuzione: I wonder pictures

Cosa faresti della tua vita se sapessi esattamente quanto ti resta da vivere?” – messaggio ricevuto oggi. Mittente: Dio in persona.
Bizzarro, dissacrante, atipico, inaspettato, coraggioso. Il nuovo film di Jaco Van Dormael, regista belga già autore di “Mr.Nobody” e “L’ottavo giorno“, parte da un assunto interessante: Dio esiste e vive a Bruxelles. Un Dio scurrile, sadico, che dirige le sorti della razza umana da un trilocale modesto, dalla tastiera del suo pc, un dio molto umano e poco onnipotente. Un ritratto di famiglia insolito e poco incoraggiante, il figlio JC (Jesus Christ) ha lasciato casa per scendere in mezzo agli uomini (con l’epilogo che tutti conosciamo), la figlia Ea è un peperino dispettoso che mette in discussione l’autorità paterna (suoi gli sms con il conto alla rovescia recapitati a tutta l’umanità…) e la moglie di Dio, eccessivamente remissiva nei confronti del padrone di casa e dei suoi atteggiamenti violenti e volgari. LeToutNouveauTestamentJaco Van Dormael imbastisce un canovaccio narrativo ambizioso che strizza l’occhio a più alte riflessioni; strutturato sulla falsa riga delle sacre scritture (Genesi, esodo…) si propone di riscrivere la storia secondo sei nuovi apostoli, mediante il “Nuovo nuovo testamento“; sei apostoli contemporanei, dall’assassino all’erotomane, passando per una ragazza con il braccio di porcellana, una sceneggiatura che conferisce allo script un tono a tratti scanzonato e disinvolto, trattando però temi serissimi quali l’autorealizzazione, il successo, i rapporti interpersonali, con piglio leggero ma mai superficiale. I discepoli si ergono dunque a rappresentanti del presente con le loro umane debolezze che, grazie alla piccola Ea, raggiungono uno stato superiore di maturazione e di consapevolezza del reale, fungendo da ideali guide verso l’ineluttabile. I miracoli avvengono ancora, miracoli profondamente umani, fatti di piccoli grandi gesti del quotidiano che lanciano uno squarcio sulla considerazione di sè e delle aspettative sul futuro. Un Benoit Poelvoorde strabordante nel ruolo di Dio e diversi comprimari calati perfettamente nel ruolo (da Francois Damiens a Johan Heldenbergh), nel cast anche Catherine Deneuve nella parte del sesto discepolo. Unico neo un uso forse troppo frequente della computer grafica. Un viaggio tra sacro e profano che vale il prezzo del biglietto. Un’eresia perderselo.

Voto: 3,5 su 5

Il trailer del film:

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Doppia W ha detto:

    Film fantastico, la poetica di Van Dormael non si discute!

    Mi piace

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