Recensione: Deadpool

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Genere: Azione

Regia:  Tim Miller

Cast: Ryan Reynolds, Morena Baccarin, Ed Skrein, T.J. Miller, Gina Carano

Durata: 107 min.

Distribuzione: 20th Century Fox

 

 

 

«Salve a tutti,  sono Deadpool, il vostro supereroe del quartiere (al diavolo Spiderman, con quella tutina imbarazzante e priva di stile). Vi racconto un po’ la mia storia. Sono un ex militare, adoro il rosso (mi dona, non trovate?!?!) e quest’oggi approfitto di questo blog per fare battute sconce sulla Chiesa e sull’omosessualità, giusto per rimanere in “par condicio”. Non siete in campagna elettorale? Allora mi posso davvero sbizzarrire, tanto al massimo beccano questi tizi, sempre se qualcuno li legga!». Scusate, qualcuno deve aver preso il controllo del sito. Come avrete capito, Deadpool è il film uscito recentemente nelle sale, e anche io voglio cimentarmi nella cosiddetta rottura della quarta parete, elemento che contraddistingue proprio questo fumetto (e di conseguenza anche il film), oltre all’eccesso di violenza e di scorrettezze che questo personaggio “pansessuale” e “dalla tuta super-aderente molto apprezzata da chi bazzica gli ambienti sadomaso” commette per tutto il film. «Ma chi c**** ha scritto questa roba? Solo perché mi piace vestirmi elegante, non vuol dire che abbia questo tipo di atteggiamenti. Andate al cinema e vedrete che cosa mi piace in particolare…!». Smettila! Chiedo ancora scusa ai lettori, cercherò in tutti i modi di impedire che questo cretino entri di nuovo in questa pagina.

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Deadpool sorpreso che qualcuno stia davvero leggendo la recensione

Stavo dicendo… ah sì, Deadpool. La pellicola, permettetemi di dire, non ha nulla di originale dal punto di vita della storia («questo lo dici tu, blogger dei miei c*******»), perché ripropone l’incipit tipico del genere. Una vita tutt’altro che perfetta, un punto di svolta che determinerà la nascita del supereroe, la mutazione e infine la lotta contro il nemico che mette in pericolo la sua vita e quella del prossimo. Tuttavia la particolarità di questo film è la natura stessa del personaggio, completamente opposto e scollegato dai restanti protagonisti della Marvel. Scorretto, amorale, tanto da non voler assolutamente  entrare a far parte degli X-Men («mettitela tu quella tuta giallognola. Non sono mica un canarino chiuso in gabbia. Me ne frego. Voglio essere libero, non essere comandato da un pelato che ti entra nella testa»), ma soprattutto, come potete evincere da questa recensione, non smette mai di parlare. Se dicesse cose sensate, avrebbe un senso. Il problema è dice solo ed esclusivamente… avete capito. Ed è questo che lo rende unico nel suo genere. Nell’universo Marvel è l’unico che parla alla telecamera rivolgendosi a un pubblico reale. Sa di essere in un film, in un mondo finto, creato ad hoc da degli individui («malati di mente, come me») che tengono le fila di tutta la narrazione e che coinvolgono tutti i soggetti del racconto. Sono proprio questi fattori – il sarcasmo e la violenza senza filtri – a rendere Deadpool uno dei più interessanti supereroi della casa fondata da Stan Lee («con il cameo più figo della storia. E non poteva mica farlo se non nel mio film. 🙂 »). Dal punto di vista della regia nulla da dire. Tim Miller tiene botta con un tocco dinamico, dalla scelta di fermare letteralmente il tempo come si nota nei titoli iniziali, alle scelte a mio avviso azzeccate di velocizzare e rallentare le riprese nelle sequenze d’azione, dove viene sfoggiata tutta la violenza di Deadpool («mi preoccupato tutti questi complimenti in una sola frase»). Purtroppo nella fase finale del film la fiamma ribelle si è affievolita notevolmente («ah eccolo qua il critico, quanto vi odio»), lasciando da parte tutta l’originalità mostrata all’ inizio e mostrando invece parti già viste nelle precedenti pellicole sui mutanti. In conclusione, per chi adora questo universo, è un film che non può mancare nella lista di quelli da non perdere. Per chi si aspetta la solita solfa sui supereroi, il consiglio è guardare oltre, nonostante alcune chicche davvero esilaranti.

Voto: 3 su 5 («solo tre su cinque?!?!?! Mi stai prendendo per il c***. Il più bel film della Marvel e lo valuti così?!?!?! Non ascoltate questo qui, correte a vederlo, anche perché conosco i vostri indirizzi. Non vorrete mica che vi venga a trovare! 🙂 »).

 

Il trailer cazzuto del film

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