Recensione: Perfetti sconosciuti

perfetti sconosciutiGenere: Commedia

Regia: Paolo Genovese

Cast: Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak

Durata: 97 min.

Distribuzione: Medusa

 

 

 

Lo smartphone, la grande invenzione degli ultimi anni, è diventato un oggetto indispensabile. Quanti di voi si trova in questo momento vicino a uno di questi nuovi cellulari? Tutti, di sicuro, perché ha rivoluzionato il nostro modo di vivere la giornata. Non manca mai l’occasione di accenderlo e vedere se ci sono notifiche su Facebook o Whats App, se ci sono notizie nuove sui siti di informazione o, nel male peggiore, se ci sono video di gatti alle prese con le loro avventure quotidiane. A parte gli scherzi, provate a immaginarvi di eliminare dalla vostra l’uso del telefono. O peggio, che tutti possano entrare nella vostra vita, e scovare le vostre zone più oscure e nascoste. Ecco, il risultato che tutto questo può provocare è al centro della lente del regista Paolo Genovese, che con Perfetti Sconosciuti racconta una tipica serata tra amici, con una piccola variante in più: e se tutti potessero leggere i messaggi o  ascoltare le chiamate degli altri, che cosa succederebbe?

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Il film di Genovese non mostra mai segni di cedimento. Il suo obiettivo è di divertire, certo. E ci riesce. Tutto il cast, in particolare BattistonGiallini e Mastandrea, con frecciate e battute ai propri amici di una vita, mostra di poter davvero stupire e lasciarsi andare nella parte. Questo è anche dovuto a una sceneggiatura completamente basata su dialoghi schietti e dinamici, che non possono tuttavia prescindere dalla capacità degli attori di dare personalità ai protagonisti. Il rischio poteva essere che uno potesse eccedere rispetto all’altro, sbilanciando notevolmente la riuscita della pellicola. Non è questo il caso, perché ciascun personaggio non solo è funzionale nella storia, ma si mostra al pubblico con i suoi punti di forza e le sue debolezze. Man mano che la narrazione scorre, ognuno prende gradualmente forma, lasciando da parte l’apparenza, le impressioni e i pensieri che le coppie avevano in precedenza.  In quel gioco innocuo e frivolo, dove la privacy individuale diventa di dominio pubblico, tutti vengono messi sotto analisi dall’occhio psicanalitico dello spettatore, che lo giudica come la stessa Eva (Kasia Smutniak) è solita intrattenersi con i propri pazienti durante le sedute. Si nota come ogni singolo movimento, espressione, tocco è in realtà un segnale di paura e terrore che qualcosa stia per accadere. La tensione mischiata all’ironia sono proprio gli elementi che mantengono vivo il film fino alla fine. Perfetti sconosciuti è un lavoro curato nel dettaglio, dove nessuna cosa è determinata dalla mera casualità, ma che in seguito si rivela soprattutto un film riflessivo e critico sulla società attuale, dove ogni certezza viene colpita in toto da ogni suono o squillo di uno strumento che diventa parte attiva della storia, prendendo il controllo della esistenza di ciascuno di loro.

 

Voto: 3 su 5

Il trailer

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