Recensione: It Follows

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Genere: Horror

Regia:  David Robert Mitchell

Cast: Maika Monroe, Keir Gilchrist, Jake Weary, Olivia Luccardi, Daniel Zovatto

Durata: 95 min.

Distribuzione: Koch Media

 

 

 

Non lascia nemmeno il tempo di sederti, prendere coscienza di ciò che probabilmente da lì in poi accadrà all’interno di quella graziosa, tranquilla cittadina americana. Già da subito qualcosa di strano, inquietante, sta influendo sulla vita di una giovane ragazza, che, per tranquillizzare e proteggere i suoi genitori, afferma che tutto va per il meglio. Lo stesso capita a Hugh, che durante un’uscita al cinema con Jay, nota una presenza angosciante, invisibile agli occhi di molti, ma che non cessa di tormentarlo. Il giorno dopo, il motivo di quella paura improvvisamente emerge. Dopo una serata nella quale la coppia si lascia finalmente andare, Hugh con dell’alcool addormenta la giovane ragazza, spiegandole in seguito l’incubo al quale Jay purtroppo prenderà parte: la presenza che vedeva il ragazzo, ora l’ha trasmesso a lei. Potrebbe mostrarsi in qualsiasi forma. Può essere un suo amico, come può essere uno sconosciuto. L’unico modo per impedire che questo essere uccida entrambi è che venga passato di nuovo ad altre persone, prima che questa non la raggiunga nel momento più critico.

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Questo è It Follows, il film di David Robert Mitchell presentato al festival di Toronto nel 2014. L’opera fin da subito prende forma senza giri di parole. Non serve che ti racconti l’origine di questa “maledizione” (come in molti casi succede nella maggior parte degli horror), perché non ce n’è bisogno. L’obiettivo di Mitchell è un altro: mettere in soggezione, inserendo chi guarda in un vortice di suspense e di tensione continua che quasi non sembra placcarsi. In effetti questo accade, per molte ragioni. In primis, la regia: l’autore sa come muovere la macchina da presa, conosce i trucchi del mestiere, e li usa sin da subito senza chiedere il permesso. Il film parte già subito con l’acceleratore premuto al massimo, seppur lasciando ignaro il pubblico su quello che sta realmente accadendo. Solo dopo il rapporto tra i due protagonisti, quella presenza ufficialmente si manifesta nelle sue maschere più variegate. La bravura sta proprio in questo: giocare nel complesso rapporto tra visibile e non visibile, tra ciò che alcuni possono percepire e chi invece ne è escluso. Questa giostra perversa, crudele, gira costantemente lasciando sospeso lo spettatore non solo colpendo quando meno se lo aspetta, ma lasciandolo alle corde per poi passare a una sequenza immediatamente successiva, senza che il paranormale si sia presentato. Questo film rappresenta inoltre la prova lampante di come la musica possa trascinare emotivamente e influire sul flusso narrativo. Questi punti avvicinano molto It Follows allo stile ipnotico di John Carpenter, che in pellicole Halloween, il cult horror per eccellenza, il mix tra suono e immagine è fondamentale a rendere l’opera inflessibile di fronte al flusso del tempo. Non è un caso poi che Jay, la protagonista, sia il diminutivo di Jamie, l’attrice che interpreta Lauriel nel film appena citato di Carpenter. Come non sia un caso la scelta delle ambientazioni tipiche delle piccole città americane, dalle case a schiera alle camminate per i viali alberati dei quartieri, presenti anche queste in Halloween. Ma allora It Follows rappresenta il miglior horror degli ultimi anni come tutti affermano? No. Per una ragione molto semplice, che riguarda principalmente il proseguo della storia. Non insistendo, come può capitare in molti altri generi, sull’evoluzione dei personaggi, la seconda parte del film non rende giustizia a quanto di buono è stato complessivamente realizzato. Come detto in precedenza, tutto funziona a meraviglia. C’è tensione, come capita nei classici slasher movie, c’è il paranormale, ma manca di originalità. Nella seconda parte si ha l’impressione che la storia lasci il posto al bisogno estetico di mostrare la paura e l’orrore dei personaggi, senza che ci sia un reale nesso tra le varie sequenze. È giusto puntare sulla messa in scena, soprattutto se si tratta di un horror, a patto che ci sia un bilanciamento complessivo con il contenuto narrativo. Questa sbavatura tuttavia non oscura tutte le potenzialità di It Follows, che per chi è appassionato al genere non rimarrà deluso.

Voto: 3 su 5

Il trailer

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Ivan ha detto:

    Non vedo l’ora di vederlo anche se la tua accoglienza mi raffredda un po’ l’entusiasmo…(concordo che Halloween sia il film di culto per antonomasia 😉 )

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    1. Riccardo Lo Re ha detto:

      Piccola premessa: non sono un amante di film horror. Ne ho visti davvero pochi. Il mio è un giudizio assolutamente arbitrario frutto dell’esperienza avuta al cinema. It Follows te lo consiglio. Ci sono tutti gli ingredienti per un film eccellente. Regia e fotografia molto curata, musiche cariche di tensione. Fino a qui tutto bene. Non ho trovato eccezionale la storia. Tutto qua. Il film ad un certo punto si perde, ma non voglio influenzarti. Può essere che ti piaccia. È un lavoro molto interessante, ma ho trovato più completo Babadook. Ma si tratta semplicemente, come già scritto in precedenza, di un’opinione soggettiva.

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