Trieste Science+Fiction Festival – il cinema che voi umani non potreste immaginarvi

Si svolgerà dal 1° al 6 novembre 2016 la 16a edizione del Trieste Science+Fiction Festival, organizzato e promosso da La Cappella Underground. Trieste tornerà così ad essere la capitale della fantascienza, grazie alla sua storica manifestazione internazionale dedicata all’esplorazione dei mondi del fantastico, dei linguaggi sperimentali e delle nuove tecnologie nelle produzioni di cinema, televisione, arti visive e dello spettacolo.
Trieste Science+Fiction Festival è organizzato dal centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground con la collaborazione e il sostegno di: MiBACT – Direzione Generale Cinema, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”, Fondazione CRTrieste, Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali, ARPA – LaREA.

Il film d’apertura


Sarà Morgan, prodotto da Ridley Scott e diretto dal figlio Luke, ad aprire ufficialmente il festival. Il film racconta la vicenda di Lee Weathers,  mandata a investigare su un terribile incidente avvenuto in una sede top-secret di una multinazionale. Presto scopre che la causa è una “creatura” apparentemente innocente, ma che racchiude un mistero molto promettente e ancor più pericoloso. Questo mistero è Morgan, un essere creato a partire da un DNA sintetico grazie alla bioingegneria: il prossimo stadio dell’evoluzione umana. Morgan è enigmatica e imprevedibile: ha capacità emotive e tratti contrastanti che rendono labile il confine fra umano e artificiale. Cosa succede quando la creatura surclassa il suo creatore? E da quale parte stare: quella di questo prodigio dell’ingegneria genetica o quella dell’azienda che ne supervisiona lo sviluppo? Nel cast Kate Mara, Anya Taylor-Joy, Paul Giamatti, Toby Jones, Michelle Yeoh e Jennifer Jason Leigh. La musica è di Max Richter.

“Per me – dichiara il regista Luke Scott – Morgan era diventata una sorta di “cosa” perché alla fine sono io lo scienziato che l’ha creata. Ma abbiamo sempre voluto che avesse un che di femminile perché c’è una forza innata nell’elemento femminile. Sembrava un’idea davvero bella quella di Morgan che emerge dalle viscere della Terra, come se fosse in qualche modo naturalmente attaccata a Gaia, la Madre Terra… Assomiglia infatti a una sorta di grembo materno”.

Il premio Urania d’argento a Rutger Hauer


«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.»

Chi avrà visto Blade Runner di Ridley Scott ricorderà certamente il celebre monologo pronunciato dal replicante Roy Batty alias Rutger Hauer. Nel documentario della BBC “Dangerous Days: On the Edge of Blade Runner”, Hauer, il regista Ridley Scott e lo sceneggiatore David Peoples dichiararono che fu proprio l’attore olandese a scrivere il monologo di una delle sequenze più memorabili e toccanti della storia del cinema. Rutger Hauer è divenuto con quel ruolo un’icona assoluta della fantascienza cinematografica moderna. Per questa ragione, il festival consegnerà al celebre attore il Premio Urania d’Argento 2016 alla carriera. Rutger Hauer presenzierà alla manifestazione triestina e ritirerà il premio venerdì 4 novembre durante la cerimonia ufficiale alla Sala Tripcovich.

L’omaggio a Leonard Nimoy


Non sono solo i film in concorso a illuminare il festival. Omaggi, film cult restaurati e molto altro sono in programma al Trieste Science+Fiction. Tra questi, i cinquant’anni della saga di Star Trek 🖖 con la proiezione di For the Love of Spock diretto dal figlio del grande Leonard Nimoy, Adam Nimoy, che sarà presente a Trieste martedì 1 novembre assieme a Terry Farrell, la bellissima attrice americana famosa per aver interpretato Jadzia Dax nella fortunata serie tv Star Trek: Deep Space Nine. Il film documentario su Star Trek e Leonard Nimoy viene presentato fuori concorso in anteprima italiana.

Un documentario unico nel suo genere, che appassionerà i fan di Star Trek di tutto il mondo, For The Love of Spock racconta la vita di Spock e di Leonard Nimoy, l’attore che gli ha prestato il volto per quasi 50 anni. Il film, nato in origine per celebrare il 50° anniversario di Star Trek – La serie classica, dopo la scomparsa di Leonard Nimoy, nel febbraio 2015, è diventato il racconto dell’esperienza personale del figlio e regista Adam Nimoy e dei suoi rapporti con Leonard e Spock. Il film è impreziosito da materiali inediti e interviste con amici, familiari e colleghi, tra cui William Shatner, il cast della serie originale, Zachary Quinto, il nuovo equipaggio dell’astronave Enterprise e il regista J. J. Abrams.

“Nell’ottobre del 2014 – afferma Adam Nimoy – parlai a mio padre della possibilità di collaborare a un documentario su Mr. Spock. Il 50° anniversario di “Star Trek – La serie classica” era dietro l’angolo e pensavo che fare un film su Spock sarebbe stato un bel modo per festeggiarlo. Il giorno del Ringraziamento mio padre mi ricordò che erano passati 50 anni da quando avevano girato “The Cage”, l’episodio pilota della serie prodotta nel 1964. Cinquant’anni da quando lui aveva indossato quelle orecchie. Mezzo secolo di Spock! La morte di mio padre, nel febbraio del 2015, suscitò un’enorme ondata di emozioni: non solo per la perdita di Mr. Spock, ma anche per quella di Leonard Nimoy, artista sopraffino e filantropo. Quando ho deciso di continuare il film, ho deciso che avrei dovuto aggiungere anche la vita e l’eredità di Leonard Nimoy. Inoltrandomi sempre più nel progetto, ho iniziato a capire quanto la mia vita fosse intrecciata con la carriera di mio padre.”

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