Le voci dell’inchiesta sbarca a Roma

Le voci dell’Inchiesta, manifestazione ideata per promuovere il cinema del reale e il documentario d’impegno civile, dopo il successo a Pordenone, sbarca a Roma, martedì 6 e mercoledì 7 dicembre.

Il centro culturale Apollo 11 (via Nino Bixio 80/a), conosciuto come “Casa del documentario” per il suo impegno nello scovare e proporre il meglio del cinema del Reale attuale, ha invitato la Kermesse pordenonese, promossa da Cinemazero, che risponde con una rassegna di cinque imperdibili docufilm, in collaborazione con ZaLAb, casa di distribuzione nazionale.

Primo appuntamento martedì 6 dicembre alle ore 19.00 con WasteCooking – Make food not waste di David Gross e Georg Mish (Austria, 2015) in cui lo chef attivista Gross racconta il suo impegno per combattere lo spreco di cibo e di risorse alimentari. L’idea alla base è quella di creare deliziose pietanze usando come ingredienti alimenti destinati alla spazzatura.

Alle 21.00 continua la rassegna con il documentario GayBy Baby di Maya Newell (Australia, 2015): un ritratto emozionante e delicato di che cosa significa essere figli di coppie omossessuali e dover affrontare il pregiudizio della comunità in cui si vive. Il documentario a fine dicembre sarà distribuito da ZaLAb su tutto il territorio nazionale.

Ad aprire le proiezioni di Mercoledì 7 dicembre alle 18.00 Credit for Murder di Vladi Antonevicz (Israele, 2015), in cui lo stesso regista decide di infiltrarsi per sei lunghi anni in un gruppo di neo nazisti russi al fine di mostrare al mondo le atrocità compiute quotidianamente nella totale impunità, con la collusione di Putin. A seguire The fog of Sebrenica di Samir Mehanovic (Bosnia Erzegovina, Scozia, 2015). Il film, premio della critica all’International Documentary Film Festival di Amsterdam, va dritto al capitolo più buio della guerra nell’ex Jugoslavia: il genocidio da parte delle truppe Bosniache di Ratko Mladic, che in una settimana uccise 8.372 mussulmani bosniaci, nel silenzio dell’ONU.

Infine, a chiudere la rassegna Walls, di Pablo Iraburu e Migueltxo Molina (Spagna, 2015) che con la sua potenza visiva, rappresenta un’esperienza cinematografica rarissima, di un’intensità folgorante in cui si vive con i fuggitivi protagonisti, condividendone paure e speranze. Vincitore dell’Oxfam Global Justice Award all’International Documentary Film Festival di Amsterdam e in distribuzione da fine dicembre sul territorio nazionale grazie a Tucker Film, Walls ha la capacità di fare emergere l’assurdità di confini invalicabili per alcuni e perfettamente percorribili per altri.

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