Recensione: La Vita di Adele

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Genere: Drammatico

Regia: Abdellatif Kechiche

Cast: Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos

Durata: 179 min.

Distribuzione: Lucky Red Distribuzione

 

 

L’adolescenza è la fase più importante della nostra vita, poiché attraverso le esperienze che in quel periodo la persona intraprende, il ragazzo (o in questo caso la ragazza) sarà in grado di determinare il suo futuro, stabilendo le proprie certezze, i propri valori e prendendo decisioni importanti, con il rischio di incappare anche in qualche errore. Lo stesso accade ad Adele (Adèle Exarchopoulos), candida ragazza quindicenne che, frequentando il liceo di Lille, è alla ricerca di un’identità da definirsi. La scelta all’inizio cade su un ragazzo, Thomas, ma subito capisce che non c’è attrazione tra loro. Sente che il vuoto d’identità ancora non è colmato, perché non è un rapporto vero, puro. Ben presto però quell’assenza di passione sarà riempita dall’incontro con Emma (Léa Seydoux), artista dai capelli blu che studia alle Belle Arti, con la quale intraprenderà una storia d’amore accesa e allo stesso tempo altalenante.

La vita di Adele, vincitore dello scorso Festival di Cannes, non è un capolavoro del cinema, ma sicuramente si può definirlo un film d’avanguardia, fuori dagli schemi. Questo si vede soprattutto con il rapporto che il regista francese di origine tunisina, Abdellatif Kechiche, instaura con i personaggi principali. Alcune inquadrature artistiche (in particolare i primi piani sulle protagoniste e l’insieme dei corpi nudi sul letto), che di primo impatto possono sembrare imprecise, prive di significato, in realtà descrivono minuziosamente gli stati d’animo variabili delle ragazze. Quest’alternanza di emozioni il pubblico lo percepisce durante il film, passando dai momenti di gioia, di piacere nella prima parte fino ad arrivare al disagio e al dolore nella seconda. Inoltre la focalizzazione del periodo più importante di Adele mette in evidenza la fugacità della vita, composta da momenti indimenticabili e da molteplici illusioni, e la difficoltà di vivere in una società basata su pregiudizi e supposizioni inconfutabili. Ma la figura che rimarrà impressa nella mente dello spettatore è sicuramente Emma, la ragazza dalla capigliatura dello stesso colore dei suoi occhi. Il blu acceso dei suoi capelli invade la mente di Adele sia nella realtà che nel sogno, tanto da diventare il simbolo della passione che unirà le due protagoniste all’interno della storia. I punti deboli della pellicola sono la durata e le scene di sesso. Le tre ore di proiezione, nonostante si potesse intervenire accorciando alcune parti (in particolare la prima) non risentono tuttavia di particolari problemi. Le scene erotiche, che stanno facendo molto discutere, potevano essere riviste, non tanto per la forza esplicita e la provocazione illustrate dalle immagini, quanto per l’eccessiva durata di quest’ultime. Ciò nonostante il film, grazie ai suoi simbolismi e all’armonia leggera della narrazione, sarà difficile da dimenticare.

Voto: 3,5 su 5

Il trailer del film

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