Recensione: American Hustle

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Genere: Commedia

Regia: David O. Russell

Cast: Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Jeremy Renner

Distribuzione: Eagle Pictures

Durata: 127 min.

 

 

David O. Russell, dopo solamente un anno dall’uscita del suo ultimo lavoro Il lato positivo, torna al cinema con American Hustle, film che narra uno dei casi di corruzione che ha sconvolto l’America dopo il Watergate. L’Abscam era infatti l’operazione creata dall’FBI che aveva lo scopo di arrestare alcuni membri del congresso collusi con alcune associazioni criminali. Per incastrarli c’era bisogno di alcune persone abili nell’inganno: Irvin Rosenfeld (Christian Bale) e Sidney Prosser (Amy Adams). Questi, dopo aver truffato molte persone fingendo di essere agenzie di investimento di capitale e vendendo, nel tempo libero, quadri falsi, vengono scoperti da Richie DiMaso (Bradley Cooper) e, per non finire in galera, costretti ad entrare in questo progetto rischioso, con le conseguenze che questo porterà all’intero gruppo.

Il regista di The Fighter, nella vicinanza temporale tra i due film diretti, rischiava di realizzare un film monotono, banale, privo di originalità. Invece è riuscito nell’impresa, proponendo un film di livello superiore al precedente, con una sceneggiatura articolata e attraverso dei personaggi tutt’altro che costruiti ad hoc. La storia, tratta da un evento accaduto negli anni 70, viene strutturata in maniera contorta, ambigua, totalmente diversa da un altro film come Argo, dove la linearità del racconto è il punto forte del lavoro di Ben Affleck. Qui invece si ha la sensazione di conoscere la situazione, di avere sul tavolo le carte scoperte, ma il realismo degli eventi non c’è in American Hustle, e questo costituisce un elemento di maggiore libertà al regista e agli attori di improvvisare e creare colpi di scena imprevedibili, anche se nella seconda parte la sceneggiatura perde un po’ di vivacità. Ciò nonostante il punto forte del film sono senza dubbio i personaggi. I quattro protagonisti sono complessi e differiscono su molti aspetti: Irvin è un soggetto che non rischia, “che ha sempre volato basso”, l’opposto di Richie, pronto a tutto per eseguire il colpo del secolo e finire nella prima pagina del giornale. Sidney, l’amante di Irvin, è una donna razionale, attenta a ogni singola mossa, mentre Rosalyn, la moglie interpretata da Jennifer Lawrence, è ignorante e scontrosa, incapace di prendere una decisione. L’intreccio che si forma influisce radicalmente sulle decisioni del protagonista, determinando anche situazioni di incertezza e di instabilità. Tutti questi personaggi possiedono, tuttavia, alcuni elementi in comune: il bisogno di uscire dal loro status iniziale per una condizione privilegiata, e, soprattutto, il rifugiarsi nella menzogna come mezzo di sopravvivenza dalle loro vite. Non appena la verità viene poco a poco rivelata, tutto inizia a traballare, mostrando la loro debolezza e la loro fragilità. Tra le interpretazioni spiccano quelle di Christian Bale e Jennifer Lawrence (non a caso con Russell questi hanno vinto rispettivamente l’Academy come miglior attori), i quali con naturalezza e ingegnosità hanno reso i soggetti e il loro legame autentici, mostrando le insicurezze tipiche di una famiglia con i suoi pregi e difetti.

Voto: 4,5 su 5

Il trailer

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