Recensione: Saving Mr Banks

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Genere: Commedia

Regia:  John Lee Hancock

Cast: Tom Hanks, Emma Thompson, Colin Farrell, Paul Giamatti, Jason Schwartzman

Durata: 120 min.

Distribuzione: Walt Disney Pictures

 

 

C’era una volta una tata che con un ombrello si calava dal cielo per sistemare i problemi della famiglia Banks. No, il film non è un “remake” del successo del 1964 Mary Poppins, ma ci siamo vicini. La storia, infatti, si concentra sulla fase iniziale della trasposizione sullo schermo del romanzo di Pamela Travers: la stesura della sceneggiatura. E’ da ben 20 anni che Walt Disney, interpretato dal magnifico Tom Hanks, rincorre la donna per cedergli i diritti del libro, perché senza di quelli, non solo non sarebbe possibile produrre il film, ma verrebbe meno la promessa che aveva fatto alle sue figlie. La signora Travers (lei odia che la gente la chiami per nome), non è disposta a nessun compromesso con il signor Disney, il quale pur di non lasciarsi scappare quest’ultima opportunità, è costretto a cedere alle volontà della donna: niente animazioni sullo schermo e, soprattutto, che la sceneggiatura finale abbia l’approvazione della scrittrice. Se saranno rispettati questi punti dell’accordo, il vecchio Walt potrà avere i diritti per girare. La convivenza tra la troupe designata da Disney e la scrittrice non è tra le migliori, dal momento che Pamela non sente ragioni per cambiare la sua idea del film. Testarda, scontrosa con tutti, ogni elemento che viene messo sul tavolo dai componenti dello staff viene immediatamente scartato dall’autrice, provocando non pochi contrasti all’interno del gruppo di lavoro.

Nel corso della storia tutto il flusso narrativo viene arricchito in maniera precisa e profonda dagli avvenimenti del passato della scrittrice, raccontando non solo i momenti belli e giocondi della sua infanzia, ma evidenziando in particolar modo le inquietudini e i traumi che continuano a colpire la protagonista. I flashback, inseriti in maniera pressoché perfetta, aiutano in questo caso a capire le motivazioni che spingono la signora Travers a compiere determinati gesti. Non meno rilevante è il contrasto tra l’autrice e Walt Disney, che rispecchia molto l’idea di un cinema in grado solo di banalizzare il contenuto di un romanzo. Durante questa diatriba ci si accorge della enorme vicinanza di questi due personaggi: entrambi hanno un legame molto forte con le loro creazioni, a partire da Mickey Mouse, comparso nel 1928 nel magnifico cortometraggio “Steamboat Willie” a finire con Mary Poppins e il signor Banks nel romanzo della Travers. Senza di loro il presente che vede entrambi trovarsi sulla stessa situazione sarebbe stato diverso, non solo dal punto di vista professionale, ma anche sotto l’aspetto emotivo e psicologico. La loro determinazione, la loro forza e la volontà di non mollare li hanno spinti a credere in loro stessi fino alla fine, lasciando alle spalle il passato più oscuro e tortuoso e portandone alla luce gli aspetti più positivi e gioiosi della loro esistenza. Non è quindi un azzardo pensare a Saving Mr Banks come un’opera di redenzione, poiché i loro personaggi sono l’ombra che li hanno accompagnati nei momenti di difficoltà. Grazie a loro, sono riusciti ad accettare gli errori commessi e subiti nella loro infanzia e a ricominciare una nuova vita, dando alla luce opere di altissimo valore culturale.

Voto: 3,5 su 5

Il trailer

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