Recensione: Blood Cells

Blood_Cells

Genere: Drammatico

Regia:  Joseph Bull, Luke Seomore

Cast: Barry Ward, Hayley Squires, Francis Magee, Jimmy Akingbola, Keith McErlean

Durata: 86 min.

 

 

 

L’ultimo lavoro targato Biennale College Cinema è Blood Cells, diretto da Joseph Bull e Luke Seomore. Il film tratta la storia di Adam e del suo passato intricato di tragici eventi. L’uomo, a seguito del suicidio del padre, decide di allontanarsi dalla città e vivere in condizioni molto instabili e incerte cambiando continuamente posto. Vittima dell’alcool e della lontananza dalla famiglia, ad un certo punto della sua vita riceve una chiamata da suo fratello Aiden, il quale gli rivela che sta per diventare padre, comunicandogli che la madre non avrebbe più accettato il suo ritorno a casa se lui non fosse rientrato in città ad assistere la nascita.

Il viaggio interiore (oltre che fisico) che Adam percorre è il punto di forza di una narrazione che, man mano, rivela l’oscuro passato dell’uomo. Ambientato in una regione inquietante e desolata, Blood Cells rappresenta la solitudine di un uomo alla ricerca di se stesso. Non è semplice fare i conti con le proprie esperienze, tanto che la decisione di tornare è sempre bloccata dai continui flashback che rimandano al suicidio del padre. Inoltre l’uso di alcolici rende la sua vita monotona e piena di tormenti, tanto da trovarsi in situazioni imbarazzanti per alcune parti del film. L’emarginazione dell’uomo è sottolineata, oltre alla scenografia descritta dal regista con alcune parti delle città abbandonate o lasciate al proprio destino, dagli incontri che Adam intraprende con alcuni personaggi, come la giovane ragazza con la quale condivide la stessa sensazione di distacco dal mondo e dalla famiglia, o il suo cugino che cerca di portare il protagonista verso la giusta strada, mostrando che fuggire dalla realtà e dal proprio passato non è la soluzione più adatta a risolvere il problema. Nel film non si vede un futuro certo per Adam; nella pellicola emergono solo i momenti passati con il fratello più piccolo, e un presente che suggerisce all’uomo di sopravvivere alle difficoltà della vita. La pecca visibile di questo film è l’eccessiva omissione di elementi narrativi. Basarsi sulla sola descrizione, puntando meno sui dialoghi, ha lo scopo di fornire maggiore libertà di fruizione del film, ma al tempo stesso ne limita la comprensione se la recitazione non convince a sufficienza. Nonostante la ricchezza dei dettagli scenici, Blood Cells pecca dal punto di vista contenutistico, mostrando un personaggio completo ma carente sotto l’aspetto del rapporto fraterno e familiare.

Voto: 2,5 su 5

Il trailer

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