Recensione: Anomalisa

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Genere: Animazione

Regia: Charlie Kaufman, Duke Johnson

Cast: Jennifer Jason Leigh, Tom Noonan, David Thewlis

Durata: 90 min.

 

Micheal Stone è un uomo “felicemente” sposato e, di professione, fa lo scrittore. “How May I help you help them” (Come posso aiutarti ad aiutarli) è l’ultimo libro che più gli ha portato notorietà al grande pubblico,  tanto da essere chiamato a Cincinnati a parlare delle tematiche motivazionali trattate proprio dal suo ultimo lavoro. Alloggiando all’Hotel Fregoli, Micheal reincontra la sua vecchia fiamma, ma non sembra esserci più nulla tra di loro. Sconsolato e demoralizzato della sua stessa vita monotona, l’uomo inizia a sentire una voce incantevole proveniente dal corridoio. Dopo alcuni tentativi falliti di ricerca, lo scrittore incontra Lisa, una ragazza venuta proprio in città ad assistere alla sua conferenza. Da qui nasce una piccola intesa tra di loro,  che si trasformerà in una relazione che cambierà la loro esistenza.

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Anomalisa è l’ultimo lavoro di Charlie Kaufman bin seguito a Syneddoche New York. Prima di questi, ha trovato autori con i quali ha collaborato con sceneggiature uniche nel suo genere (si pensi a Essere John Malkovich di Spike Jonze o a Eternal Sunshine of the Spotless Mind di Michel Gondry). Molti sono i punti in comune tra questi lungometraggi. Uno tra questi, la perdita dell’identità individuale, che viene piano piano sostituito da un eccesso di conformismo che in alcune parti del film arriva a livelli davvero inquietanti. Questo è visibile sia nei volti delle persone che circondano il protagonista, con le stesse fisionomie e le stesse espressioni, sia nella voce, che assume il ruolo principale della storia (punto cruciale in un altro film di Jonze Her). Prima di innamorarsi della giovane Lisa, Micheal nota in lei qualcosa di diverso dagli altri, qualcosa che la identifica nell’immediato allontanandola dalla massa generale. La sua voce la rende unica, e quindi desiderabile nella mente del protagonista. In tutto ciò Kaufman lascia notevole spazio di riflessione, grazie a una storia lineare e per nulla complessa, con dialoghi che arrivano a banalizzare la nostra routine quotidiana, come accade all’interno del taxi quando Micheal viene tartassato dal tassista fino all’arrivo in hotel. Non mancano le impressioni interiori del protagonista, che si trova a dover contrapoorre ciò che scrive nei suoi libri e quello che è in realtà. Nel proseguo della narrazione si nota un uomo completamente distante dallo scrittore sicuro e pieno di se che si può leggere sue nelle opere. L’incertezza, la solitudine e la perdita della coscienza sono i motori trainanti di Anomalisa, che porta lo spettatore a immedesimarsi radicalmente nel personaggio grazie a una contrapposizione azzeccata tra la regia (l’uso dell’animazione e in particolare dello stop motion, in grado di dare alla storia un tratto fantastico) e la scrittura (portando in scena una vicenda realistica e ricca di scene esilaranti).

Voto: 4 su 5

 

Il Trailer

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