Il nostro caro amico Ken vince la Palma d’Oro a Cannes 2016

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Il dado è tratto. Il festival di Cannes   è ufficalmente concluso, e, come tutte le mostre, hanno lasciato l’amaro in bocca a molti giornalisti e critici che ritenevano giusto un altro tipo di riconoscimento ai film premiati. Mettiamo già le mani avanti. Non eravamo presenti a Cannes (magari!) e non abbiamo visto le pellicole in concorso per la Palma d’Oro. Tuttavia è giusto spezzare una lancia in favore di Ken Loach, che quest’anno si è aggiudicato il premio più prestigioso al festival per eccellenza della cinematografia mondiale, grazie al suo I, Daniel Blake. Un film di denuncia sulla condizione odierna del suo Paese, la Gran Bretagna, con tematiche politico-sociali che spesso hanno accompagnato il suo cinema nelle sue sfumature, come si può notare in moltissimi film come Il mio amico Eric, Jimmy’s Hall e La parte degli angeli. Dunque dopo la vittoria nel 2006 con Il vento che accarezza l’erba, Loach è riuscito a sorprendere la giuria presieduta da George Miller. Giuria che, in seguito, ha assegnato il Grand Prix a un altro grande regista, Xavier Dolan con il suo  Juste la Fin du Monde. Un regista che finalmente (almeno, lo speriamo) è stato riconosciuto non più come uno degli autori emergenti del nostro cinema, ma come un cineasta maturo, capace di creare storie  affascianti e anti-convenzionali.

Il Premio della giuria è invece andato ad American Honey di Andrea Arnold, mentre ad Asghar Farhadi e al suo The Salesman sono andati i premi per la migliore sceneggiatura e migliore attore a Shahab Hosseini, superando quanto fatto nel 2013 con Il Passato, dove Berenice Bejo vinse la Palma come migliore attrice, quest’anno andata a Jaclyn Jose per Ma’ Rosa di Brillante Mendoza. Ultimo è invece il premio per migliore regista, ottenuto ex equo da Cristian Mungiu (Graduation) e Olivier Assayas (Personal Shopper), film non molto apprezzato a Cannes da parte della critica.

I vincitori

In concorso

-Miglior cortometraggio – Premio speciale della giuria: A Moça Que Dançou com o Diabo di Joao Paulo Miranda Maria

-Miglior cortometraggio – Palma d’Oro: Timecode di Juanjo Gimenez

-Caméra d’Or (miglior opera prima): Divines di Houda Benyamina

-Palma d’Onore: Jean-Pierre Léaud

-Miglior sceneggiatura: Asghar Farhadi per Forushande / The Salesman

-Miglior attrice: Jaclyn Jose per Ma’ Rosa di Brillante Mendoza

-Premio della giuria: American Honey di Andrea Arnold

-Miglior attore: Shahab Hosseini per Forushande / The Salesman, di Asghar Farhadi

-Miglior regista: Cristian Mungiu per Bacalaureat / Graduation e Olivier Assayas per Personal Shopper (ex aequo)

-Grand Prix: Juste la Fin du Monde di Xavier Dolan

-Palma d’Oro: I, Daniel Blake di Ken Loach

Un Certain Regard

– Premio Un Certain Regard: The happiest day in the Life of Olli Mäki di Juho Kuosmanen

– Premio della Giuria: Harmonium di Fukada Koji

– Premio per la regia: Matt Ross per Captain Fantastic

– Premio per la miglior sceneggiatura: Delphine e Muriel Coulin per Voir du pays

– Premio speciale Un Certain Regard: La tartaruga rossa di Michael Dudok de Wit

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