Recensione: The Bleeder


Genere: Biografico

Regia: Philippe Falardeau

Cast: Naomi Watts, Liev Schreiber, Ron Perlman, Elisabeth Moss, Jim Gaffigan

Durata 93 min.

Conoscete la vera storia di Rocky Balboa? No, non quella raccontata da Sylvester Stallone nel 1976, ma il vero Rocky, l’uomo che non cade mai per terra, il pugile che non si arrende per tutta la durata del match ma che all’ultimo round ha ancora la forza per sferrare il colpo decisivo per la vittoria. Subisce, subisce, ma ha un accordo con il suo coach: mai gettare la spugna. Mai, anche al costo di sacrificare tutto il sangue che circola nel suo corpo. Una sola cosa gli dà parricolarmente fastidio. Il nomignolo che il pubblico gli ha affibbiato. Non chiamatelo The Bleeder, chiamatelo semplicemente Chuck. Chuck Wepner.

The Bleeder, film presentato fuori concorso al festival di Venezia, non è solo pugilato. Non ci sono solo i gong che segnano l’inizio dell’incontro (e che incontro, quello per la lotta per il mondiale). Il lavoro di Philippe Falardeau vuole raccontare una storia paradossalmente sconosciuta ai molti. Tutti sicuramente avranno visto almeno una volta le gesta dello Stallone italiano, le sue difficoltà a raggiungere quegli obiettivi, i sacrifici, le fatiche, e perché no, anche i successi che queste azioni hanno determinato. Ma nessuno, o almeno, solo gli appassionati della boxe, conosce chi ha ispirato Rocky, la persona che ha preceduto l’icona di una intera generazione, il simbolo del riscatto sociale che ha lasciato il segno nella storia del cinema. Chuck tuttavia non è Rocky. The Bleeder non è stato campione del mondo, ma si è avvicinato, nella finale per il titolo contro Muhammad Alì, il campione dei pesi massimi. Il film, come si è detto, non narra solo le gesta dello sport, ma cerca di entrare nella quotidianità del protagonista del New Jersey, una realtà che sembra lontana anni luce da quella del ragazzo di Philadelphia. La pellicola mischia il mito con la storia, così come mischia la finzione  con filmati autentici, grazie a una fotografia sgranata che ricorda le vecchie trasmissioni del passato. Liev Schreiber offre un tocco originale al  personaggio di Chuck Wepner, riuscendo a dare carisma e un tono espressivo davvero all’altezza. La storia, nel complesso, regge per tutta la durata del film, con un flusso narrativo lineare arricchito da una regia capace di garantire un ritmo costante senza picchi particolarmente significativi per quanto riguarda la trama. The Bleeder è un film che rende, almeno nello sport, giustizia al suo interprete principale, dimenticato da molti ma che, in maniera indiretta attraverso il cinema, ha avuto la sua giusta ricompensa.

Voto: 3 su 5

Il trailer

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