Recensione: Tommaso

e6fcfee208a6802847a5ab7219da3415Genere: Commedia

Regia:  Kim Rossi Stuart

Cast: Kim Rossi Stuart, Cristiana Capotondi, Camilla Diana, Jasmine Trinca

Distribuzione: Rai Cinema

Durata: 95 minuti

 

 

 

Ad undici anni dal suo esordio alla regia, con “Anche libero va bene“, Kim Rossi Stuart torna dietro la macchina da presa e lo fa Fuori Concorso alla 73ma Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia. Tommaso, uomo sulla quarantina con abiti e look anonimi è un regista alla ricerca di un nuovo soggetto, un soggetto coraggioso che possa esaltarlo nel suo lavoro producendo una ventata di novità per gli addetti ai lavori e per gli spettatori; Tommaso, sicuramente un bell’uomo, è impacciato ed incapace di instaurare una relazione duratura e stabile con le donne che si presentano sulla sua strada. Inaffidabile, erotomane, imprevedibile, provoca, con una certa costanza, il naufragio dei rapporti d’amore. Naufragi che non risparmiano nemmeno la bella Jasmine Trinca o la dolce Cristiana Capotondi. Tommaso è sempre con la testa altrove, con lo sguardo che osa su sederi ben torniti o seni in bella vista, costantemente predisposto all’atto sessuale, ma solo allo stato mentale. Kim Rossi Stuart intitola il suo lavoro “Tommaso” ma è evidente la vena deliberatamente autobiografica della pellicola; Tommaso ha il volto di Kim e la riflessione intima è evidente in molti snodi fondamentali del lavoro presentato alla Mostra.

tommaso-film-fotoArgomentazione interessante, intuizioni felici, ma il film di Rossi Stuart si ferma alle intenzioni, un bel lavoro in potenza: la trama, dopo una prima parte brillante, senza pretese, ma onesta, si trascina per una buona ora con scenari già visti, già vissuti, prevedibili, senza picchi. Di puro contorno Jasmine Trinca, nella parte della fidanzata “con i denti brutti”, sopra le righe Cristiana Capotondi, la fidanzata “con una cosa sul labbro superiore”, una versione imbruttita di Nanni Moretti Kim Rossi Stuart, che nella parte di Tommaso si ritaglia monologhi di sedute psicanalitiche che dopo un tuffo onirico, anche interessante, ripropongono fisime e scorci di interpretazioni davvero poco entusiasmanti. Critica diversa spetta invece a Camilla Diana, nella parte della cameriera spigliata ed un poco burina, che mette alle corde l’indeciso Tommaso: un personaggio ben scritto al quale la giovane attrice riesce a conferire le giuste sfumature senza strafare, equilibrata e sfaccettata. Un film medio, fors’anche leggermente sotto la media, che era atteso dal pubblico e dalla critica dopo la bella prova d’esordio, attesa andata, purtroppo, delusa.

Voto: 2 su 5

Il trailer del film:

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