Netflix: i film da non perdere (Vol.11)

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Eccoci con il consueto appuntamento mensile dedicato a Netflix. Prima di stilare la nostra classifica dei 5 film da non perdere, alcune informazioni di servizio. Oggi, 30 settembre, il servizio streaming ha inserito alcune novità interessanti. Il primo, è il documentario Amanda Knox di Rod Blackhurst e Brian McGinn che racconta il processo del secolo, il caso di Meredith Kercher uccisa nella notte a Perugia tra l’1 e il 2 novembre 2007. Protagonista di questo film è Amanda Knox, assolta in Cassazione nel 2015, mentre solo Rudy Guede è stato condannato in via definitiva per concorso in omicidio. Il documentario non vuole entrare nel merito del processo, ma vuole costruire il caso mediatico che si è creato attorno ai due personaggi, Amanda e Raffaele, attraverso il racconto di più voci, dal Pm  Giuliano Mignini al giornalista del Daily Mail Nick Pisa.

Per gli amanti della Marvel, il giorno è arrivato. Luke Cage è tornato, più forte che mai. Dopo averlo conosciuto in Jessica Jones, finalmente possiamo scoprire l’intera storia dedicata al personaggio di Harlem con la pelle indistruttibile e dalla forza sovrumana. Il personaggio è interpretato da Mike Colter, mentre nel cast si è aggiunto Mahershala Ali nella parte di Cottonmouth, e Theo Rossi (conosciuto in Sons of Anarchy) nelle vesti di Shades. Tutti rinchiusi in casa a vedere tutto d’un fiato la prima stagione!

 

Ecco la nostra top 5:

Training Day (****)

Benvenuto nel mondo reale, ragazzo. Questo è il primo impatto di Jake Hoyt (Ethan Hawke), per il suo primo giorno di servizio dopo l’accademia. Ad accompagnarlo per le strade di Los Angeles è Alonzo Harris (Denzel Washington), che gli propone una serie di test per capire se ha la stoffa per far parte della narcotici. Antoine Fuqua, nelle sale con I magnifici 7, in Training Day mostra la dura realtà. Non ci sono i buoni (i poliziotti) e i cattivi (i clan), ma emergono due visioni, due contrapposizioni che riguardano direttamente i due detective. Come è possibile far rispettare la legge in una società dove legale e illegale sono due concetti inseparabili? E soprattutto, come si può farsi rispettare di fronte ai criminali che spacciano? Troverete la risposta in questa ottimo film di Fuqua. Da non perdere.

Animal House (****)

Mettete John Landis e mischiatelo con John Belushi. Il risultato: un capolavoro, come sempre del resto. Chi ancora non ha visto Animal House (credo pochissimi sulla terra) è pregato di vederlo immediatamente. Le ragioni sono semplici. Primo: si ride, e molto. Secondo: si ride, e tanto. Terzo… credo che lo abbiate intuito. La commedia di Landis racconta dell’arrivo di due giovani matricole Larry e Kent, che devono decidere in quale confraternita iscriversi per l’università. Gli unici ad accettarli è la “Delta”, un gruppo di studenti che con lo studio non hanno nulla a che fare. Ci si diverte, si fanno festoni dalla mattina alla sera, e questo il rettore non lo accetta, tanto da cercare qualche scorciatoia   normativa per cacciarli dal campus. Ce la farà?

Slow West (***)

Slow West è un piccolo western che colpisce al primo istante. Jay Cavendish, un ragazzo di origine scozzese, decide di intraprendere un lungo viaggio per raggiungere il lontano West per ritrovare Rose, il suo amore perduto. Da solo non può raggiungerla, ma verrà aiutato da un forestiero, Silas Selleck, ricercato dallo Stato per i crimini commessi negli anni. Un film che tratta i temi del western, con uno sguardo romantico e spietato. Tutti vagano verso il West perché dall’Est trovi solo dolori e sofferenze. Nel West c’è il sogno, c’è l’amore, ci sono tutti i pretesti per vivere in totale tranquillità. Un’ottima prova del regista, al suo primo lungometraggio, vincitore del premio della giuria al Sundance nel 2015.

La Grande Scommessa (**** 1/2)

Come si può raccontare la storia del crack finanziario più grande degli ultimi anni a persone (come il presente) che non masticano di economia? Semplice: metti Margot Robbie dentro una vasca da bagno che con il suo volto sensuale ti spiega le origini della bolla immobiliare che da anni teneva in piedi il mercato mondiale. A parte gli scherzi, La grande scommessa racconta come quattro persone abbiano scommesso contro l’America, contro l’enorme bluff che si era creato tra banche, agenzie di rating e investitori. Il primo a scoprirlo è Michael Burry (Christian Bale) che scopre, dopo giorni e giorni di indagini, che il mercato immobiliare americano era particolarmente instabile, visto che si appoggiava su mutui subprime ad alto rischio. La cosa straordinaria di questo film è stata la capacità di Adam McKay di mostrare la complessità del mondo finanziario, tanto che gli stessi operatori (siamo in buona compagnia) non riuscivano a comprendere le dinamiche attorno alle azioni e obbligazioni immobiliari. Ottima la sceneggiatura, che, non caso, ha ottenuto l’oscar l’anno scorso, e un cast davvero all’altezza, dove spiccano le interpretazioni di Ryan Gosling, Christian Bale e Steve Carell.

Miracolo a Le Havre (*** 1/2)

Un film consigliato è sicuramente Miracolo a Le Havre. Il lavoro di  Aki Kaurismäki illustra la vicenda del lustrascarpe Marcel Marx. Una vita tranquilla quella del protagonista, tra la stazione e il bar che era solito frequentare a fine giornata. Qualcosa però cambia: la moglie Arletty scoprire di avere una grave malattia. Non solo. La polizia scopre che un gruppo di migranti, in direzione verso Londra, si trova all’interno di un container da giorni fermo a Le Havre, e che necessitano di cure immediate. Uno di questi, il giovane Idrissa, scappa dal controllo dei poliziotti, e trova in Marcel la temporanea salvezza. Un film che riflette, con leggerezza e ironia grazie al personaggio interpretato da André Wilms, un tema di forte attualità come l’immigrazione.

 

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