Torna in sala “Il mago di Oz”, restaurato dalla Warner Bros.

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Torna nelle sale nella versione restaurata uno dei cult del cinema internazionale. Una favola che non sembra invecchiare, e che adesso, grazie al lavoro della Warner Bros, ha ripreso nuova linfa grazie ai colori accesi e vistosi della Technicolor. Il mago di Oz (1939) di Victor Fleming sarà possibile vederlo dall’11 dicembre in diverse versioni, per chi ama la versione originale con sottotitoli o chi vuole vivere una nuova esperienza con la nuova tecnologia in 3D. Per chi invece volesse visionarlo nella versione doppiata o in 2D, nessun problema. Tutte le versioni sono elencate sul sito della Cineteca di Bologna, con tutte le informazioni sulle sale che proietteranno il musical presentato in anteprima italiana al Cinema Ritrovato  nel 2015.

Il lavoro è stato eseguito con cura dalla major americana in 4K a partire dai negativi camera originali Technicolor a tre matrici, e convertito in 3D. La conversione in 3D è stata un progetto lungo e complesso avviato dalla Warner con una scansione ad altissima risoluzione del negativo camera originale Technicolor. L’immagine in 2D restaurata è stata poi trasformata creando una mappa di profondità per ciascun fotogramma per costruire le immagini in 3D e determinare le distanze dal punto di osservazione. È poi seguito un lungo processo (in cui è stato usato il rotoscope) per perfezionare ulteriormente le distanze e stratificare forme e oggetti.

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La trama. La storia, tratta dal romanzo di L. Frank Baum, racconta le avventure della piccola Dorothy e del suo cagnolino Totò, i quali vengono catapultati per via di un ciclone che si è avventato nella loro casa nel Kansas, nel magico regno di Oz. Lì incontrerà tre compagni di viaggio, dallo spaventapasseri “senza cervello” al leone tutt’altro che temerario, per poi cimentarsi con un docile uomo di latta che non conosce  emozioni. I protagonisti, seguendo il percorso fatto di mattoncini giallo acceso, si decideranno ad andare al castello di Oz per chiedergli di esaudire i loro desideri: il coraggio per il leone, il cuore per l’automa, il cervello per l’uomo di paglia e, non per ultima, il ritorno verso casa per Dorothy. Tuttavia durante il viaggio dovranno affrontare diversi ostacoli, primo tra questi la malvagia strega dell’Ovest che cercherà in tutti i modi di impedire loro di varcare il portone del castello. Ma le sorprese non si fermeranno qui.

Perché all’inizio si è scritto che questo film “non invecchia mai”? La ragione è semplice, e riguarda il messaggio, l’allegoria che sta sotto a moltissime pellicole. Tantissime storie scritte sono cadute nell’oblio perché incapaci di parlare alla generazione successiva. Non è certamente un dramma, anzi. La forza di quei film stanno nel riferirsi in maniera viva e decisa a quel mondo lì, veicolando il significato di quell’opera a quella realtà senza filtri e condividendo lo stesso codice tra lo spettatore e il regista. Perché allora “Il Mago di Oz” torna sempre in auge e viene definito uno dei film più rappresentativi del cinema mondiale? In parte è dovuto alla tecnica, alla regia di Fleming che di lì a poco porterà in sala un’altra grande perla del cinema, Via col Vento. L’opera è passata alla storia per la vitalità del genere musical, l’utilizzo del colore e delle scenografie, ma soprattutto per una canzone, “Over the Rainbow”, una sinfonia che tutti hanno scolpito nella mente dopo Judy Garland l’ha eseguita per la prima volta nel 1939. In parte è dovuto tuttavia al personaggio di Dorothy, una ragazza che parla in maniera trasversale a tutte le generazioni. L’illusione del regno di Oz, è l’illusione della società odierna, sia che si parli di una realtà che di lì a poco affronterà una delle più violente guerre che l’uomo ha mai vissuto, sia che si parli della crisi economico-sociale che noi abbiamo conosciuto in questi ultimi anni. Dorothy ci accompagna in questo universo idilliaco, ma non smette di pensare a casa sua, al Kansas, e ritiene inconcepibile rimanere a Oz, perché non è il suo mondo, non l’appartiene. “Nessun posto è bello come casa mia”, afferma la ragazza alla fine del film, perché è vero, non è un sogno. È questa la vera magia del film: riportarti a casa, dopo una giostra di infinita bellezza.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Emanuela ha detto:

    Che bello ..tornare bambini guardando il mago di OZ

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    1. Riccardo Lo Re ha detto:

      La magia… del cinema 😉

      Mi piace

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