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 Netflix: i film da non perdere (Vol.15)

Eccoci con il consueto appuntamento mensile con i film consigliati su Netflix. Questa volta si ritorna alla lista classica con i 5 film che meritano la visione, ma con qualche sorpresa. In questi giorni sono stati aggiunti cult, film ad alto budget, lavori certamente conosciuti. Questa classifica vuole invece segnalare delle chicche imperdibili per appassionati e per chi non conosce quella determinata storia. Insomma, non andiamo oltre, ecco la top 5.

– La donna che canta (****)

La donna che canta è la quarta pellicola del regista Denis Villeneuve, conosciuto ai molti per Prisoners, Sicario e Arrival. Questo film è particolare perchè racconta il conflitto (politico e familiare) con diversi occhi. Il punto di vista passa molto spesso dalla madre Nawal, che ha subìto la guerra civile non solo sotto l’aspetto ideologico, ma come donna, con tutte le torture dirette e indirette che la ragazza ha vissuto, a quella della figlia Jeanne, decisa più che mai a scoprire (vista la sua professione accademica) l’incognita che ruota attorno al passato della madre cercando i diversi indizi nel luogo di origine in Palestina. Un film assolutamente intenso che, con il passare del tempo, scopre le sue carte rivelando la verità su Nawal.

– Il maledetto United (****)

Esistono poche storie sul calcio che davvero meritano una trasposizione vera sul grande schermo. È sicuramente il caso dell’ex calciatore Brian Clough, e allenatore della squadra del Derby County. Il maledetto Unided non si sofferma solamente sui meriti calcistici di questo personaggi, ma racconta i successi e i fallimenti di un uomo vittima del suo ego. La rivalità di quel tempo tra il Derby e il Leeds United non è solo sul campo di gioco, ma è una questione più alta, di chi è più forte e il più grande coach esistente. Da un lato la squadra più corretta, che si basa più su un collettivo di uomini che sul talento del singolo, dall’alto la più scorretta e vincente della Premier League, con una rosa formata dai campioni più importanti del campionato. La battaglia di Clough non è solo calcistica, ma è una questione personale, scivolosa, perché prima o poi dovrà fare i conti con la dura realtà e tornare con i piedi piantati per terra.

– Il mago Mancini (***)

Una piccola sorpresa per gli amanti del motociclismo. Volete davvero sapere come sono nati i campioni che gareggiano nelle classi regine del motomondiale? Perfetto. A raccontarvelo è Il mago Mancini, campione e meccanico romagnolo che ha visto crescere ragazzi che ora si trovano (o che si sono trovati) a combattere per il titolo di campione della Moto 3, Moto 2 e MotoGP. Si passa da Loris Capirossi, vincitore del mondiale 125 e 250, a Valentino Rossi, con i suoi 9 mondiali portati a casa nelle diverse cilindrate, e ad Andrea Dovizioso, campione 125 e ora protagonista con la Ducati in MotoGP. Verso la fine Mancini mostra le nuove  leve che ha cresciuto negli ultimi anni, da Franco Morbidelli, che quest’anno si sta giocando il campionato Moto2, a Romano Fenati, in pista con la Honda in Moto3. Un documentario insolito, perchè chi racconta è solito stare dentro ai box, a mettere mano alla moto che poi il pila dovrà portare al traguardo, ma è assolutamente una testimonianza a 360 gradi, perchè Mancini porta non solo le proprie esperienze quando era lui a vincere le gare motociclistiche, ma anche i ricordi dei talenti che ha allenato da giovani.

– La prima cosa bella (*** 1/2)

Una commedia romantica, con un tocco drammatico. Insomma, il cinema di Paolo Virzì ci ha regalato film che mischiano la risata con il dolore. La prima cosa bella è uno di questi. Il film illustra le vicende della famiglia Michelucci, che negli ultimi tempi non è in una condizione ottimale. La madre Anna si trova a dover lottare con un cancro incurabile, ma non perde l’occasione di vivere la giornata con la giusta serenità e con il sorriso. Il povero Bruno, il figlio, è invece vittima delle maldicenze che la comunità spesso attribuiva alla madre quando era in età adolescenziale. Tuttavia è la sorella Valeria che cerca di riavvicinare la famiglia, soprattutto in un momento così difficile come questo. Un film che, seppur affrontando tematiche per nulla leggeri, mostra il lato delicato delle relazioni umane, nel bene e nel male.

– Rushmore (*** 1/2)

Come si può distinguere uno stile da un autore a un altro? Nel caso di Wes Anderson è una questione geometrica e, soprattutto, di storie fuori dall’ordinario. Protagonista di Rushmore è Max Fisher, un ragazzo che non si impegna in alcun modo negli studi ma che è uno degli studenti più attivi nelle attività extra scolastiche, vista la sua creatività e la sua energia che sembra non avere mai fine. A scuola tuttavia si innamora di una delle insegnanti,  Rosemary Cross, e conosce il ricco Herman Blume che, scoprendo le doti del ragazzo, vuole subito assumerlo nella sua azienda. Ben presto questo trio si intreccererà mettendo a rischio l’equilibrio della loro amicizia (Se non vi abbiamo convinto, nel film ci sono molte esplosioni, anche se si tratta di “semplici” trasposizioni teatrali della guerra in Vietnam frutto della genialità di Max).

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