Recensione: Scoop!

Genere: Drammatico

Regia: Hitoshi Ohne

Cast: Masaharu Fukuyama, Lily Franky, Shigeki Miyajima, Fumi Nikaidou, Ken’ichi Takitô, Yô Yoshida

Durata: 119 min.

 

 

 

 

 

 

Shizuka è un giornalista d’assalto, uno di quelli che non si ferma davanti a nulla, pur di tornare a casa con una notizia da vendere sui giornali nazionali. Fino a qui, non sembrerebbe nulla di strano, in un periodo in cui la velocizzazione dell’informazione ha reso tutto più rapido, con conseguenze ancora da decifrare per quanto riguarda la qualità e l’approfondimento che una volta era solito dare un giornalista. Qui siamo tuttavia in un contesto tutt’altro che informativo, perchè Shizuka è un paparazzo, termine sdoganato in epoca felliniana che non ha subìto nemmeno una traduzione da nessuna lingua. Si dice così. Punto. Paparazzo. Una parola che sembra (e in effetti lo è) un dispregiativo per chi lavora in questo campo, come il protagonista del resto. Opera di notte, quando la giornata per alcuni è già terminata, ma che per i personaggi del mondo dello spettacolo deve ancora cominciare. Il passato di Shizuka non era così. Prima era uno dei più promettenti reporter, con inchieste da capogiro che balzavano per le testate giapponesi in  prima pagina. Ora si è venduto a Scoop!, un tabloid scandalistico basato su sesso e notizie di gossip. Una volta lavorava da solo, in solitaria. Ora è costretto pure a lavorare con una giovane aspirante paparazza nerd, inizialmente detestata per il suo modo di fare ma che, con il passare del tempo si instaura un rapporto di stretta collaborazione e di amicizia.

Scoop! contiene sin dal titolo il perno centrale della storia di Hitoshi Ohne attorno al quale si intrecciano e si muovono i protagonisti. Non è tanto una ricerca asfissiante della notizia, quanto la sua mera mercificazione e mistificazione. Nel film viene citato Robert Capa, l’ispiratore delle ambizioni precedenti di Shizuka, prima di passare a fotografare personaggi pubblici che soddisfano ogni loro vizio, dall’alcool al sesso. In particolare si parla della foto del miliziano colpito a morte a Cordova, un’immagine che decretò l’ascesa di Capa nel mondo della fotografia. Questo frammento della guerra civile spagnola è stato d’ispirazione per moltissimi esperti e appassionati del settore, come Shizune, ma contiene anch’esso un paradosso che colpisce direttamente anche il giornalista nipponico: quanto è vera, reale l’immagine? È davvero stata scattata nel momento in cui il soldato era stato colpito dal proiettile ed era in procinto di cadere nel suolo, o si tratta di pura finzione? Attorno alla foto è in corso ancora una dura diatriba, ma questo dualismo colpisce completamente il lavoro del reporter. Quanto è vera la fotografia che Shizuka scatta per poi venderla al miglior offerente? Dove sta la verità di quanto è stato descritto? La risposta la dice proprio il giornalista. “Noi siamo la feccia della società, ma perchè la gente desidererà fortemente queste foto?” Perchè è quello che credono sia vero, anche se è frutto di un racconto di finzione. 

Nel film non mancano casi in cui, sempre nel contesto del gossip, scoprono un fatto certamente veritiero, ma anche in quel caso quello che conta è l’apparire, ciò che si mostra e come lo si confeziona, e non certamente a una narrazione obiettiva e neutra della notizia. Il lungometraggio mostra infatti questa altalena che si muove tra la realtà e la finzione, e spesso ci troviamo nel mezzo, dove la distinzione è praticamente impossibile. In Scoop! tuttavia non mancano le estremizzazioni narrative e delle psicologie dei personaggi, con una seconda parte che sfocia nella drammatizzazione forzata e scollegata con il resto del film, e con dei personaggi che alterano fasi di pura follia (come l’inizio della pellicola, che ci porta nel momento in cui Shizuka sta avendo un rapporto sessuale con una prostituta) a quelli più moderati (come il momento di intimità tra i due reporter). Certamente rimane impresso l’interpretazione fuori dalle righe di Masaharu Fukuyama, con il suo personaggio che ingloba al suo interno tutte le contraddizioni del giornalismo contemporaneo, dalla caccia alla notizia nuda e cruda alla ferocia con cui si è disposti a ottenerla.

Voto: 3 su 5

Il trailer

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