Recensione: Zoran – il mio nipote scemo

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Genere: Commedia

Regia: Matteo Oleotto

Cast: Giuseppe Battiston, Teco Celio, Rok Presnikar, Marjuta Slamic

Durata: 103 min.

Distribuzione: Tucker Film

 

 

Prima di iniziare a trattare della pellicola, bisogna porre l’accento su un elemento imprescindibile: per Matteo Oleotto è il primo film da regista. Questo dovrebbe rendere Zoran: il mio nipote scemo un lavoro semplice, superficiale, un modo per sperimentare le proprie capacità stilistiche. Tutto questo non si vede per niente durante la proiezione. Al contrario, l’impressione è di essere una pellicola ben costruita e progettata da un regista reduce da esperienze cinematografiche di lunga durata. Questo dovrebbe proporci una riflessione per niente scontata: il cinema italiano, se vuole, ci può regalare delle storie importanti, nuove ed entusiasmanti, e tutto ciò è merito sia di persone come Matteo, sia di attori come Giuseppe Battiston (per la prima volta protagonista di un film), il quale con grande esperienza è riuscito a regalarci un’interpretazione straordinaria incarnando il personaggio di Paolo Bressan, individuo rozzo, insopportabile, privo di emozioni e vittima dell’alcolismo. Inoltre c’è da considerare la neutralità del racconto. Nel film il regista ha messo lo spettatore nella condizione di giudizio, senza sembrare moralista o puntare il dito contro nessuno. Perché, nonostante la doppia personalità di Paolo, il vero protagonista della narrazione è sicuramente il vino. Da un lato è il simbolo friulano per eccellenza, il fiore all’occhiello dell’economia del Nord Est, tanto da diventare un elemento culturalmente rilevante per la zona del Carso (non a caso, nel film assume un significato metafisico, attinente al sacrale grazie alla canzone realizzata dal coro). Tuttavia è la causa del decadimento e della fragilità dell’uomo, incarnato nell’instabilità fisica e cognitiva del protagonista, incapace di vincere questa dipendenza che dura da molti anni. Solo con l’arrivo di Zoran (Rok Presnikar), il nipote “scemo” rimasto solo dopo la morte della nonna e con l’incredibile dote nel tiro a freccette, riuscirà nell’impresa di distaccarsi da questa spirale negativa per dare un senso alla propria vita, iscrivendo il ragazzo al Mondiale di freccette a Glasgow e cercando di riconquistare la sua ex moglie, ritrovando l’umanità che era stata sotterrata e dimenticata. Tutto questo viene raccontato attraverso un’alternanza di umorismo e drammaticità, sostenuto anche da un’ambientazione variabile tipica del Friuli. Vincitore del premio del Pubblico nella Settimana Internazionale della critica dello scorso Festival di Venezia, Zoran: il mio nipote scemo è certamente un’opera interessante, piacevole, con una storia convincente e originale, capace di farci sorridere e pensare allo stesso tempo. Una commedia di qualità, senza alcun dubbio.

Voto: 3,5 su 5

Per vedere le foto dell’incontro con gli autori, clicca qui

Il trailer ufficiale

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