Recensione: Lunchbox

50277Titolo originale: Dabba

Genere: Drammatico

Regia: Ritesh Batra

Cast: Irrfan Khan, Nimrat Kaur, Nawazuddin Siddiqui

Durata: 105 minuti

Distribuzione: Academy 2

India, giorni nostri, grande metropoli di Mumbai. Ogni mattina, dei corrieri in bicicletta trasportano le sacche di cibo (lunchbox appunto) che le amorevoli mogli preparano per i loro mariti a lavoro, in ufficio. Un giorno una consegna non va come da programma e il lunchbox della casalinga Ila arriva all’uomo sbagliato. Questo è l’incipit di “Lunchbox”, opera prima di Ritesh Batra, regista indiano, presentato a Cannes (nella Semaine de la critique ndr) e in questi giorni al Torino Film Festival, prima di uscire, tradotto in lingua italiana, giovedì 28 novembre, nelle nostre sale.
Batra si avvale di un volto noto del cinema indiano, Irrfan Kahn (The Millionaire, Vita di Pi) nei panni del vedovo Saajan, ma il cast è molto di più; Ila, la casalinga che prepara i pranzetti, è interpretata da Nimrat Kaur, volto poco noto oltre i confini indiani ma soprattutto Nawazuddin Siddiqui, famosissimo (ed apprezzato) in patria, meno all’estero, ma che ha dato prova di grandissimo talento nelle vesti di Shaikh, neo impiegato nell’ufficio che di lì a qualche mese, Saajan avrebbe lasciato libero. La causa scatenante della trama non è nulla di inedito o di innovativo ma Batra riesce a costruirne una storia fresca, appassionante, ben ordita sia dal punto di vista della sceneggiatura che dal punto di vista tecnico. La cornice della caotica Mumbai riesce a rendere l’intreccio di Lunchbox qualcosa di tenero, qualcosa da preservare nell’incessante divenire di una città enorme, abitata da una moltitudine di persone, in costante tensione verso il profitto ed il prodotto. Il regista si dimostra capace di saper gestire gli attori con grande scaltrezza, inserendo anche alcuni espedienti narrativi che sono da tenere assolutamente in considerazione, anche alla luce del fatto che per lui è il primo lungometraggio dietro la macchina da presa. Mai scontato, mai mieloso, tratta tematiche importanti quali l’amore proprio e quello per gli altri, la fedeltà, la fiducia, la cura per il prossimo; tutti temi sviscerati nel corso del film, accompagnati da un sapiente sviluppo dei personaggi del racconto. Un piccolo capolavoro che non riscuoterà successo al botteghino ma che rappresenta una piccola storia epistolare che scalda il cuore con intelligenza. Una pellicola vivamente consigliata.

Voto: 4 – 4,5 su 5

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