Netflix: i film da non perdere (Vol.9)

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Eccoci con il nono appuntamento dei film da non perdere su Netflix. Prima di procedere con la lista, alcune info sul servizio streaming. Ad Agosto uscirà una nuovo prodotto che si preannuncia interessante. Stiamo parlando di The Get Down, serie tv ambientata a New York nel 1977. La storia narra l’ascesa dell’hip-hop e gli ultimi giorni della musica disco, descrivendo la vita di alcuni ragazzi del South Bronx che hanno cambiato la città e il mondo per sempre.

The Get Down è realizzata dal regista Baz Luhrmann (Moulin Rouge, The Great Gatsby) in collaborazione con la produttrice esecutiva quattro volte premio Oscar Catherine Martin e con il leggendario MC e produttore esecutivo Nas.

Ora bando alle ciance, ecco la nostra top 5:

– Chef (*** 1/2)

Chef è un film assolutamente perfetto per staccare dopo una giornata davvero pesante di lavoro. Premete Play, divertitevi e gustatevi le ricette di Carl, cuoco alle prese con le critiche e con la testardaggine del suo capo, che non vuole assolutamente cambiare il menu del suo ristorante. Un lungometraggio leggero, irriverente, con un cast all’altezza del loro ruolo, dallo stesso Jon Favreau a Dustin Hoffman, Sofia Vergara e Scarlett Johansson. Ah, c’è anche un cameo di Robert Downey Jr., vi basta?


– Monsieur Ibrahim e i fiori del corano (*** 1/2)

Un film che all’attualità porterebbe un grosso insegnamento è sicuramente Monsieur Ibrahim e i fiori del corano. La storia narra di Moїse Schmidt, un giovane di origine ebraica che vive nella Parigi degli anni 60, precisamente nella rue Bleue. In casa ha un padre che non si prende assolutamente cura di lui, visto che il suo figlio prediletto è quello maggiore, Popol, andato via di casa. L’unica persona che davvero tiene a lui è Monsieur Ibrahim, un arabo che possiede un piccolo negozio di alimentari, e che non smetterà di dargli consigli sulla vita. Da qui inizierà il loro viaggio che li porterà verso Oriente, nel luogo di origine dell’anziano venditore. Un film toccante, leggero e con molti spunti di riflessione.


– Cose Nostre – Malavita (***)

Luc Besson torna a raccontare una storia criminale come in Leon, con una chiave meno drammatica. Dopo essersi pentito e aiutato la Cia a catturare gran parte della cosca mafiosa di appartenenza, Giovanni è costretto assieme alla sua famiglia (Manzoni, sì, è un po’ strano l’assonanza tra il famoso scrittore e una famiglia criminale) a nascondersi in Normandia grazie al programma protezione testimoni. Peccato che la famiglia (che per l’occasione assumerà l’identità della famiglia Blake) non abbia un carattere semplice da gestire. Besson ha fatto film migliori di questo, ma è sicuramente molto accurato dal punto di vista della regia, senza poi parlare delle interpretazioni di Robert De Niro e Michelle Pfeiffer (la recensione)


– Un giorno come tanti (***)

Labor Day è un film di Jason Reitman, che racconta la tortuosa storia di Adele, che ancora non ha superato lo scoglio del divorzio da suo marito. Depressa, chiusa in se stessa, non vuole uscire di casa, e il figlio Henry questo non lo accetta di buon grado, tanto da convincerla un giorno a portarlo al centro commerciale. Lì incontrano un uomo, ferito e che chiede aiuto. Ben presto poi scopriranno che lui è in realtà un carcerato scappato di prigione, trovandosi nella difficile condizione di decidere se assecondarlo o chiamare la polizia. Consigliato.


– American History X (*****)

Non credo ci sia bisogno di dire nulla su questo film. American History X è un capolavoro. Punto. La storia di Derek Vinyard, appartenente a un gruppo di neonazisti che ha scontato 3 anni di carcere per aver ucciso due ragazzi di colore per aver tentato di rubargli la macchina, ha dell’incredibile. Uscito di galera pulito, comprendendo gli errori commessi nella prima parte della sua vita, si trova poi a dover fare i conti con il fratello Danny, il quale ritiene il vecchio Derek un valido esempio da emulare, entrando anche lui a far parte del gruppo. Un film che riflette ancora oggi il razzismo e le conseguenze in una società difettosa, deviante, non solidale verso i più deboli.

 


Qui si parla (anche…) di serie tv

– Marco Polo (seconda stagione) (****)

Marco Polo con la seconda stagione mostra come il nemico non sia più fuori le mura. Il Kublai Khan dopo aver conquistato la Cina orientale e sconfitto la dinastia Song, volge lo sguardo verso Occidente, con l’obiettivo di diventare uno dei grandi imperatori che la storia abbia mai raccontato. Non solo gli stessi Song sono decisi a vendicarsi, ma gli stessi mongoli non sembrano essere uniti. Da Ahmed, figlio adottivo, al cugino Kaidu, che ha intenzione di sfidarlo davanti al Kuriltai, entrambi hanno lo stesso obiettivo: sottrargli il titolo di Gran Khan di tutti i mongoli. Una serie che migliora a vista d’occhio, e che vede come protagonisti Lorenzo Richelmy e Pierfrancesco Favino.


– Stranger Things (*****)

La vera sorpresa targata Netflix è un’altra, e ha il nome di Stranger Things. La serie dei fratelli Duffer, racconta la vita tranquilla di una piccola città dell’Indiana. Le prime cotte al liceo, la vita beata delle elementari a giocare ai giochi di ruolo, un mostro proveniente dal Sotto Sopra che fa sparire le persone senza lasciare tracce… No, quest’ultimo non è normale. Ma sono gli anni ’80. E il cinema del resto di pellicole come queste ci ha campato, regalandoci delle perle inestimabili. Stringer Things è un omaggio grandioso al cinema e ai suoi autori più noti, da Spielberg a Cronenberg passando per Craven, Carpenter, Scott, Cameroon. Tanti film si possono notare guardando questa serie, da Stand by Me a E.T., da Super 8 ai Goonies, da Alien a Nightmare. Insomma, una serie assolutamente da non perdere per i cinefili e per chi ama la suspence e la paura nei libri di Stephen King.

I riferimenti della serie ai film:

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