I migliori film del 2014 by Riccardo

si alza il vento

Anche quest’anno è andato. Come sempre, è difficile costruire una classifica con i film che più mi hanno emozionato. Scartare lavori davvero eccellenti ha un significato importante: la qualità del cinema è stato all’altezza del 2014, regalandoci pellicole davvero interessanti. Qui la classifica delle pellicole:

10- Interstellar
Il film di Nolan non è stato il suo miglior lavoro. Ma è indubbio il suo talento nel saper portare lo spettatore in mondi sempre più variegati. Prima con Inception, poi con la trilogia del Cavaliere Oscuro, non ha mai tradito le aspettative. Soprattutto in quest’ultima pellicola (Interstellar), il suo modo di raccontare la storia non è mai lasciata al caso, sia attraverso una regia pulita e ordinata, sia con la gestione dei personaggi che, piano piano, assumono la loro vera natura dopo alcuni momenti di perdizione. (La recensione)

9- The Wolf of Wall Street
Stesso discorso vale anche per il regista Martin Scorsese. Non è certamente un capolavoro, ma The Wolf of Wall Street assume, come sempre, l’impronta e lo stile del regista. Inquadrature veloci, taglienti, che simboleggiano la vita frenetica e l’inevitabile discesa di Jordan Belfort. La pecca centrale del film (la durata) non ha intaccato la qualità della pellicola, che è riuscità a mantenere un ritmo regolare grazie a un Di Caprio davvero incredibile. (La recensione)

8- Anime Nere
Dei tre film italiani presentati a Venezia 71, Anime Nere è quello più riuscito (almeno per ora, aspettando l’anno prossimo l’uscita di Hungry Hearts di Costanzo). La fotografia fredda e cupa avvolge la società calabrese e il rapporto tra i tre fratelli, Luigi, Rocco e Luciano, quest’ultimo allontanandosi dalla vita criminale. La contestualizzazione della famiglia, con le sue sfumature più diverse, e soprattutto l’umanizzazione dei personaggi, che vengono tolti dal piedistallo di superiorità e mostrati senza esaltare il loro lavoro, hanno reso il film una delle sorprese italiane del 2014. (La recensione)

7- Il Capitale Umano
L’ultimo film di Paolo Virzì è stato il protagonista italiano di quest’anno. Sceneggiatura impeccabile, frutto del lavoro di professionisti come Francesco Bruni, Francesco Piccolo e lo stesso Virzì, un cast davvero all’altezza dei loro ruoli rappresentati dalla coppia Gifuni-Tedeschi e Bentivoglio-Golino, e soprattutto, una buona dose di suspense. Tutto questo è Il Capitale Umano, un film che ti lascia in sospeso fino alla fine. Da vedere.

6- Grand Budapest Hotel
L’ultimo film di Wes Anderson è davvero geniale. Tralasciando la sua simmetrica e geometrica regia, il clima surreale (attraverso i colori e le ambientazioni artificiali, quasi “plastiche”) e la storia di Gustave rendono il film al limite del paradosso (con scene davvero esilaranti). Benvenuti nel mondo di Wes Anderson, e divertitevi. (La recensione)

5- A proposito di Davis
Il film più snobbato agli Oscar dell’anno scorso, il lavoro dei fratelli Coen meritava certamente qualche riconoscimento in più. Il rapporto tra il suono, attraverso una colonna sonora appassionante, e l’immagine, reso con una fotografia azzeccata al periodo storico e con colori sbiaditi che sottolineano la valenza drammatica della storia e i rapporti tra i personaggi, è presentato con grande sintonia e sincronia da parte dei registi. Per chi non l’avesse visto, è una pellicola da recuperare assolutamente. (La recensione)

4- Dallas Buyers Club
Non è un caso che questo film si sia portato a casa tutto il bottino nella categoria migliori attori. Matthew McConaughey e Jared Leto sono stati davvero eccezionali nelle parti dei due protagonisti affetti dall’HIV, una malattia ancora da scoprire negli anni ’80 che veniva vista come una patologia incurabile. Sono loro due a trascinare il film fino alla fine, emozionando e portando lo spettatore a vivere quei momenti davvero drammatici. (La recensione)

3- American Hustle
Sul terzo gradino del podio c’è l’ultima pellicola di D.O. Russell, che su 10 nomination non è riuscita a portarsi a casa (ahimè) nessun Academy Awards. Il film possiede tuttavia un ritmo incredibile, grazie alla destrezza dei personaggi (tra questi spiccano quelli di Christian Bale, Jennifer Lawrence e Amy Adams) a una sceneggiatura complessa ma efficace. (La recensione)

2- 12 anni schiavo
La pellicola di Steve McQueen convince per due ragioni. Racconta la schiavitù in America senza filtri (pur costatando che 12 anni schiavo è molto meno esplicito dei suoi precedenti lavori) e propone il tema del corpo come simbolo di prigionia e strumento di ribellione (già visto in Hunger e Shame). La regia è sicuramente il punto forte: inquadrature in primo piano sono accompagnate da piani sequenza che mostrano la natura che circonda il protagonista. (La recensione)

1- Si alza il vento
“Le vent se lève, il faut tenter de vivre”. Il film parte proprio con questa frase, che riassume in maniera sintetica ed essenziale l’ultimo lavoro del maestro Hayao Miyazaki. Si alza il vento concentra tutte le tematiche affrontate dal regista giapponese, come la natura che si ribella senza guardare in faccia nessuno, le contrapposizioni tra i valori nell’uomo, e i paesaggi idilliaci e surreali che sempre sono visibili in tutti i suoi lavori. Uno dei suoi film più emozionanti. (La recensione)

SORPRESA DEL 2014: L’arte della felicità
Il film di Alessandro Rak è la sorpresa dell’anno. Non perché è un film d’animazione italiano, ma perché è il primo film di questo genere adatto a tutte le fasce d’età. Anche l’adulto può catapultarsi in questo mondo, raccontato col tratto onirico (tipico dell’animazione) proponendo comunque temi concreti e per nulla surreali, come la crisi sociale a Napoli.

DELUSIONE DEL 2014: Maleficent
A volte anche i grandi sbagliano. La Disney, nel riproporre la storia della Bella Addormentata nel Bosco attraverso gli occhi di Malefica, esce completamente dal contesto del racconto, presentando un personaggio per niente perfido nei confronti del mondo intorno a se. Il film è comunque piacevole grazie ad effetti visivi davvero potenti e spettacolari, che riescono a salvare in parte la riuscita del film.

Altri film da consigliare

-Il giovane favoloso
Il film di Mario Martone ha sorpreso tutti, a partire dagli esercenti delle sale. Non avrebbero scommesso un euro sul successo di un film che non assomiglia per nulla a una commedia simpatica e leggera. È difficile dare una risposta chiara a questo particolare evento. Ma una cosa è certa. Il regista si è focalizzato non su Leopardi in quanto poeta, ma sull’uomo e sulle sue esperienze di vita. Questo è sicuramente un metodo azzeccato (soprattutto per un mezzo non testuale come il cinema) per raccontare la nostra letteratura. (La recensione)

– La sedia della felicità
Il lavoro di Carlo Mazzacurati possiede uno stile leggero e spensierato, che con la giusta lente sottolinea la doppia natura del Veneto odierno, valorizzando i punti di forza e non tralasciando tuttavia i problemi culturali di un popolo ancora focalizzato sulla paura del diverso. La sedia della felicità rimane sicuramente un bellissimo regalo del maestro padovano. (La recensione)

– Il ragazzo invisibile
Gabriele Salvatores con questo film ci insegna che si possono intraprendere delle strade differenti anche in Italia. Ha certamente scardinato un tabù davvero resistente relativo a Cinecomic, e lo ha fatto con alcuni spunti davvero interessanti, come il tema dell’adolescenza e il rapporto del giovane Michele con il proprio potere. (La recensione)

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Ivan ha detto:

    I film li ho visti quasi tutti, ma mi manca proprio Si alza il vento…su Maleficent concordo, davvero un pessimo film!

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    1. Riccardo227 ha detto:

      È da vedere assolutamente. 🙂

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  2. Ryhn ha detto:

    io invece al contrario ho visto solo “Si alza il vento” di tutta questa lista.
    Pur essendo fan di Miyazaki avendo visto e rivisto quasi tutte le sue opere devo dire che ho trovato questo film davvero pessimo, lungo, monotono, con dialoghi scarni e quando c’erano non esaustivi….ho fatto fatica a rimanere nella sala fino alla fine e non andarmene prima, solo nella speranza che succedesse qualcosa nella trama di un film che doveva essere l’addio al grande schermo di un grande regista. 😦

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    1. Riccardo227 ha detto:

      Se lo paragoni a film come Principessa Mononoke o La Città Incantata, ti do ragione. Io l’ho trovato profondo ed emozionante. Naturalmente è tutto soggettivo. Moltissimi non lo hanno trovato all’altezza dei suoi precedenti lavori. Per me è stato il più belli di quest’anno. Senza dubbio.

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      1. Ryhn ha detto:

        Lo riguarderò magari sono io che non l’ho capito abbastanza, cmq la soggettività la fà da padrone in questo argomento ^_^

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